C'è un pizzico d'Italia nella Russia pronta ad aprirsi al mondo

Nel torneo più blindato di sempre, le vendite record sono dell'album Panini in cirillico

A una settimana dal fischio d'inizio di Russia-Arabia Saudita, gara inaugurale della 21ª edizione della Coppa del Mondo, il torneo si tinge d'azzurro. D'accordo, manca all'appello la nostra Nazionale, ma il made in Italy può sollevare al cielo il suo personale trofeo iridato. L'album delle figurine Panini, in inglese e cirillico, è l'oggetto più venduto nelle 11 città che ospiteranno il torneo. Si è messo alle spalle qualsiasi altro gadget tematico, dal pallone avveniristico Telstar (quello col microchip all'interno), alla mascotte "Zabivaka, scalzando persino portachiavi e magliette. È il primo dato di un mondiale tutto da decifrare, ospitato da una nazione che in molti credono racchiusa attorno a Mosca e a San Pietroburgo. Secondo un sondaggio effettuato dal quotidiano Sovetskii Sport, i tifosi stranieri conoscono soltanto queste due città, ignorando totalmente nomi e ubicazioni delle altre nove località che si stanno tingendo dell'iride. Tra le risposte c'è persino chi azzarda Kiev e Tbilisi, retaggio dell'antico dominio delle due Dinamo ai tempi dell'orso sovietico. I secchioni del pallone sono davvero pochi, ma quelli che snocciolano i nomi di Rostov, Samara o Volvograd, conoscono anche la bizzarra storia del Central Stadium di Yekaterinburg, adattato ai grandi eventi con una tribuna esterna smontabile simil-ikea. Ben vengano quindi le nostre "figu", che piacciono parecchio anche alle ragazze russe, se non altro per mettere assieme una top 11 dei calciatori più belli. Dipendesse dalle fanciulle il Pallone d'Oro non andrebbe a Cristiano Ronaldo, troppo metrosexual per i loro gusti, meglio l'argentino Cristian Ansaldi, guarda caso un altro pezzo d'Italia. Il ct Sampaoli l'ha precettato quasi all'ultimo momento: a parità di valore tra gendarmi, ha puntato su un ragazzo che conosce bene la Russia per aver giocato con Rubin Kazan e Zenit. Ansaldi tra l'altro si è guadagnato le prime pagine della stampa di mezzo mondo non certo per le prestazioni in campo, piuttosto per alcune foto che lo ritraggono nella Jacuzzi con la moglie Lucila in teneri atteggiamenti.

Tornando al calcio giocato ieri è sbarcato l'Iran, la prima tra le 32 pretendenti al titolo. Una delegazione, accompagnata dall'ambasciatore a Mosca Sanaee, è stata ricevuta da Putin al Cremlino, per ribadire l'alleanza che lega i due Paesi. A Teheran Rouhani se la gode per la mancata qualificazione degli Stati Uniti, ma poi si scopre che a prendersi cura dei muscoli degli atleti iraniani è Dan Gaspar, yankee originario del Connecticut.

Putin nutre legittime aspettative di successo della "sua" Coppa del Mondo. Non ha lasciato nulla al caso, partendo dalle misure di sicurezza senza precedenti nella storia di una kermesse iridata. Per scongiurare colpi di coda del Califfato ci si affida addirittura a un software che analizzerà movimenti e atteggiamenti di ogni singolo spettatore. Il presidente russo è pienamente cosciente del modesto valore della squadra di casa. I tempi di Pavlyuchenko e Kerzhakov sono un ricordo sul quale serve a poco aggrapparsi e il nuovo che avanza non ha molto di appetibile. Per queste ragioni il ct in carica, l'ex portiere della nazionale Cherchesov, dovrà partire con il piede giusto contro i sauditi al Luzhniki Stadium. In caso contrario potrebbe addirittura perdere il posto. I media locali si sbilanciano addirittura sul nome del possibile "salvatore della patria", l'attuale ct dell'under 21 Yevgeni Bushmanov.