Caccia all'ex vivaio Juve

Se i primi due da tempo non rientrano più nei piani di Conte il Principino, corteggiato dallo United, può far rifiatare Pogba

Un difensore esterno, un centrocampista tuttofare e un attaccante. Cresciuti nel vivaio della Juventus, hanno avuto tutti e tre la fortuna/sfortuna di esordire in serie B vestendo il bianconero: prima e unica volta della Signora nella cadetteria per i noti motivi cui sono seguiti il ritorno ai piani nobili, gli entusiasmi con di mezzo anche qualche difficoltà e infine gli scudetti e i successi dell'era Conte. Adesso, passata la gioventù calcistica, Paolo De Ceglie, Claudio Marchisio e Sebastian Giovinco vivono questo mese di gennaio con sensazioni forse nuove e magari inattese. Sul mercato, insomma: certamente De Ceglie e Giovinco, pur se anche intorno a Marchisio tira un'aria un po' strana. Fuori dai denti, però, va detto che sarebbe strano se il numero 8 partisse di qui a fine mese: vero che Pogba ha effettuato il sorpasso e i numeri sono lì a testimoniarlo (2095' in stagione contro 1298' non sono spiegabili soltanto con qualche infortunio che ha rallentato l'azzurro), vero anche però che il suo essere jolly risulta fondamentale in una stagione ancora lunga e zeppa di impegni. Tuttavia - ecco - il reiterato interesse del Manchester United va tenuto da conto: non è la prima volta che accade e certo fa piacere sia a lui che alla società sapere che una delle società più blasonate al mondo ti tenga d'occhio e sia disponibile a investire anche 25 milioni per farti cambiare vita e abitudini. Con Gerrard come idolo e un contratto (3 milioni più bonus) in scadenza nel 2016, Marchisio si è sempre detto innamorato del bianconero ma anche non ostile a nuove esperienze: pure il Monaco ha fatto qualche sondaggio e insomma non è davvero escluso che prima o poi il Principino possa fare le valigie regalando anche alla Juve - secondo alcuni interessata a Matuidi, centrocampista del Psg in scadenza di contratto e dalle caratteristiche analoghe - una più che discreta plusvalenza. Intanto, domani a Cagliari, lui spera in un posto da titolare che gli permetta anche di segnare il primo gol stagionale: buttarla dentro era uno dei pezzi migliori del suo repertorio, ma l'impresa manca dal derby del 28 aprile scorso e non è poca cosa manco quella.
Titolari in Sardegna non saranno invece quasi certamente Giovinco e De Ceglie, finiti ai margini della rotazione nonostante in passato Conte abbia insistito su entrambi. Poi, con quel che ne consegue, sono arrivati Asamoah, Tevez e Llorente: spazi ridotti e ora cercasi acquirenti che non si facciano spaventare dal costo del cartellino e dallo stipendio. La Formica Atomica - due sole volte titolare finora in campionato - sarebbe addirittura finita nel mirino dell'Arsenal (capolista in Premier, alle prese con il ko di Walcott), ma pure il Parma lo riaccoglierebbe a braccia aperte se dovesse partire il solito giro di valzer intorno a Cassano. Il problema è che, non volendo tirarsi la zappa sui piedi da sola, la Juve non può cederlo per meno di 12-13 milioni né Marotta vorrebbe lasciarlo partire in prestito: quanto all'ingaggio, pure quello (1,7) non è da Formica e sono quindi necessarie pazienza e buona volontà, sempre che al giocatore interessi giocare per provare anche ad acchiappare il Mondiale per la coda. Ambizioni iridate non ne ha invece De Ceglie, il quale negli anni ha già più volte scelto di rimanere a casetta piuttosto che andare a cercare fortuna altrove: il Genoa di Gasperini, che lo ha allenato ai tempi della Primavera bianconera, lo stima e altrettanto fa il Sassuolo. Lui ha già detto no al Livorno e sfoglia la margherita, forte di un contratto da quasi un milione l'anno fino al 2017 che, visti i tempi, ne fa davvero un privilegiato.