Caccia alla Juve

RomaIl segnale che arriva dall'Olimpico è chiaro: nel film del campionato, la Roma è la più seria candidata per il ruolo di antiJuve. Ma l'immagine che resta della partita all'ora del lunch è la corsa di Mattia Destro: il gol che decide la sfida con la Fiorentina mette alle spalle un calvario di sei mesi e mezzo (con la parentesi estiva dell'Under 21 che aveva aggravato la sua condizione fisica).
Da quell'infausto 26 maggio, quando i giallorossi lasciarono la Coppa ai cugini della Lazio, l'attaccante ascolano non aveva più giocato se non con la Primavera. Gli sono bastati dieci minuti, da quando aveva preso il posto di Florenzi per regalare e regalarsi il guizzo ispirato dalla travolgente azione di Gervinho. «Non ce la facevo più a stare fuori, ora tutto è alle spalle - le frasi di gioia di Destro -. Ora faremo la nostra corsa e non smetteremo di lottare fino alla fine del torneo». «Il suo è un bel segnale per tutti, è entrato e ha cambiato la partita segnando il gol della vittoria», così Rudi Garcia.
Il tecnico giallorosso può finalmente sorridere, consapevole che con il recupero degli attaccanti lungodegenti (lunedì prossimo Totti, ieri in panchina a fare una sorta di talismano, dovrebbe tornare titolare contro il Milan a San Siro) gli concederà qualche arma in più per provare a fronteggiare la Juventus. «Francesco non aveva più di 15 minuti nelle gambe, meglio non rischiarlo», così il condottiero di Nemours, che era sembrato teso dopo le critiche piovutegli addosso per la scelte nella partita di Bergamo riacciuffata per i capelli. Ecco perchè aveva chiesto undici lupi in campo, una metafora quanto mai azzeccata considerando che per la prima volta la Roma giocava all'ora di pranzo. E i giocatori hanno risposto divorandosi la Fiorentina al termine di un match condotto a velocità pazzesca per oltre un'ora, grazie anche alla verve di Gervinho («era inarrestabile, avremmo dovuto legarlo...», ha scherzato Montella, al quarto ko in due anni contro la sua ex squadra).
Così 38 giorni dopo la vittoria con il Chievo (e anche allora c'era il patron Pallotta in tribuna), i giallorossi riassaporano il gusto dei tre punti, rispondendo al tentativo di allungo della Juve e guadagnando terreno sulle più immediate inseguitrici. Il successo dimostra che la Roma, quando trova squadre più aperte e che lasciano giocare, esprime il suo calcio migliore. «La nostra è una striscia eccezionale e siamo ancora imbattuti, ma nonostante questo la Juve è ancora a +3 - la considerazione di Garcia -. I bianconeri hanno una squadra per vincere campionato e Champions League, faccio loro gli auguri per la gara col Galatasaray, ma ci siamo anche noi per il campionato. Possiamo fare una grande stagione se non avremo troppi infortuni».
Il quindicesimo risultato utile di fila in avvio di stagione (un inedito nella storia della Roma) rende i giallorossi la cooperativa del gol di serie A: con Maicon, caparbio a sbloccare il match dopo 7 minuti, e il già citato Destro, diventano 13 su 22 utilizzati da Garcia i calciatori a segno in questa stagione. E con un'infermeria che si sta svuotando rapidamente (al momento resta ai box il solo Balzaretti mentre Pjanic salterà il Milan per squalifica), le alternative per Garcia aumentano.
Così come ritrovare un finalizzatore al centro dell'attacco, qual è Destro, accresce il peso offensivo della squadra, tornata dopo quasi due mesi a segnare due gol in una partita.