Cadute e Bouhanni: è un Giro ciclostile

In attesa della crono, altra ammucchiata e altra tappa al francese

Nacer Bouhanni

Nostro inviato a Salsomaggiore

Ormai fanno le tappe col ciclostile. Se c'è lo sprint, il valoroso Nizzolo ci prova e l'esplosivo Bouhanni lo infila. Prima la Francia, seconda l'Italia. Come a Bari, come a Foligno. E come probabilmente finirebbe se facessero altre cento volate.
E' in ciclostile anche la maglia rosa: saldamente, tranquillamente, inesorabilmente Cadel Evans. Ma certo non può essere la tappa di Salsomaggiore a sconvolgere il Giro. Qualcosa potrebbe fare la tappa di oggi a Savona, con il velenoso strappo del Naso di Gatto nel finale. Ma niente di trascendentale. Questa prima metà di Giro, bisogna dirlo, deve dire grazie soltanto alla rotonda assassina di Cassino, affrontata a settanta all'ora sotto la pioggia e capace da sola di creare un tale cataclisma, che neppure il Mortirolo….

La verità è che secondo le più scontate previsioni il Giro 2014 si aprirà sul serio domani, nella megacrono (42 chilometri) da Barbaresco a Barolo. Certo nessuno vincerà il Giro in questa frazione, ma qualcuno lo perderà. Lì davvero si butterà sul tavolo il tema essenziale, che accompagnerà la storia fino all'epilogo di Trieste, un tema semplice semplice: chi, e se, riuscirà sulle Alpi a silurare Evans.
L'australiano cresciuto tra gli aborigeni non è tra quelli che devono temere la cronometro: la specialità gli è sempre rimasta amica. Questa è un po' complessa, infligge anche un po' di salita, ma un diesel come il suo saprà adattarsi benone. I veri problemi toccheranno ai pesi piuma dell'alta montagna, i Quintana e gli Uran, i Pozzovivo e i Majka, cioè tutta la bella gente che in seguito aspetterà la maglia rosa sui tornanti delle grandi pendenze per regolare i conti. Tutto sta a decidere questo: con quanto vantaggio Evans riuscirà ad andare ai tapponi? Chi, soprattutto, potrà davvero metterlo nel mirino? In via preliminare, però, abbiamo già una certezza: se gli lasciano troppo vantaggio, Evans non diventa un bersaglio facile su nessuna salita. Può perdere qualcosa, ma sa come gestire e difendere un patrimonio cospicuo. Non è nato ieri, nessuno può sognarsi di disfarsene con quattro scatti. Se fosse pugile, non perderebbe mai per ko.

Prima di restituire la linea alla regia, un cenno al capitolo cadute. Puntuale anche a Salsomaggiore, sempre in ciclostile. Finora abbiamo recitato litanie contro pioggia, rotonde, buche, asfalto del Sud, principianti in gruppo. Bene: a Salsomaggiore non c'è niente di tutto questo. Sole, niente rotonda, zero buche, l'asfalto è del Nord. Non c'è neppure il principiante impiastro: cade per primo Farrar, un matusalemme dello sprint, in pieno rettilineo. No comment.