Il Cagliari alla sbarra. Oggi tocca al giudice: rischio 0-3 a tavolino

Gara con la Roma rinviata dal prefetto dopo l'editto di Cellino. Abete: "Danno d'immagine da punire al di là dello sport"

Al calcio italiano mancava solo questa: una partita rinviata per l'invito ai propri tifosi di un presidente di club (Massimo Cellino nell'occasione) a violare una decisione del Prefetto. La vicenda lascia esterrefatti: a poche ore dalla sua disputa senza spettatori, come deciso in settimana, Cagliari-Roma non entra nel programma domenicale delle partite di A.
È quasi l'1.30 della notte tra sabato e domenica quando il Prefetto del capoluogo sardo Giovanni Balsamo opta per il rinvio del match. Il tutto al termine di una giornata tumultuosa iniziata con la conferma della decisione - presa in settimana - di vietare al pubblico l'impianto di Is Arenas, ancora non agibile e proseguita con l'assurda sfida alle istituzioni del presidente del Cagliari Cellino che da Miami detta un comunicato che appare sul sito del club e che invita i tifosi abbonati e in possesso di biglietto ad andare comunque alla partita, visto che per la società sarda lo stadio di Quartu. Un invito che scatenerà reazioni pesantissime, cui il presidente risponde arrampicandosi sugli specchi: «Ho invitato la gente ad andare allo stadio per non lasciare soli gli ultrà, sperando che potessero entrare e si evitasse il caos».

Un vero e proprio muro contro muro di Cellino, che dopo la rottura con il comune di Cagliari sul Sant'Elia voleva costruirsi lo stadio ad Elmas, ma ha dovuto poi ripiegare su Is Arenas. «L'annuncio del Cagliari ha modificato l'equilibrio», così il prefetto Balsamo spiega la decisione. Che ha tre appendici: l'invio da parte del questore Savina di un'informativa alla Procura della Repubblica con le dichiarazioni della società rossoblù che invitavano abbonati e possessori di biglietto ad avvicinarsi comunque allo stadio nonostante la Prefettura avesse ribadito che la gara sarebbe stata disputata a porte chiuse; l'inchiesta aperta dalla procura federale della Figc «sui comportamenti che hanno portato alla decisione» e dovrà poi valutare se sussistono profili di responsabilità ed eventualmente trasmetterli alla Disciplinare; il ricorso preparato dalla Roma, che vuole essere riconosciuta parte lesa (ha saputo del rinvio solo all'alba di ieri). «Lo 0-3 a tavolino è conseguenza diretta, i regolamenti non possono diventare soggettivi», il commento del dg Franco Baldini.
Chiaro il riferimento all'articolo 17, comma 1, del codice che parla di responsabilità diretta di una società che impedisca la regolare effettuazione di una gara e di automatica sconfitta a tavolino. La palla passerà oggi al giudice sportivo Tosel, chiamato a una decisione non facile. Potrebbe esprimersi sulla valutazione di quell'articolo o semplicemente prendere atto del rinvio deciso dal prefetto e rinviare la questione alla Disciplinare, anche perchè il caso non ha precedenti. In quel caso il primo grado slitterebbe di almeno un paio di settimane, ma si rischiano, con i vari gradi di giudizio e gli eventuali ricorsi, tempi lunghi.

«Il comportamento del Cagliari e di Cellino è incomprensibile», commenta il presidente della Lega calcio Beretta che forse avrebbe dovuto imporre al club Trieste, ovvero la sede designata dai sardi per le partite casalinghe al momento dell'iscrizione al campionato. La Lega stava lavorando affinchè si arrivasse all'agibilità di Is Arenas per domenica prossima. Intento nobile, ma la vicenda di ieri è un'altra commedia dell'assurdo di una delle più importanti industrie del paese. «Comportamento inaccettabile che provoca un danno d'immagine a tutto il calcio italiano, sono atti da sanzionare anche oltre i limiti della giustizia sportiva», tuona il presidente della Figc Abete. Cui risponde in serata proprio Cellino da Miami: «Caro presidente, non sono io la vergogna del calcio italiano, ma chi è coinvolto in vicende passaporti, arbitri, doping e falsi in bilancio». Reazione che trova qualche comprensione in Claudio Lotito: «Ritengo quello di Cellino un atteggiamento che non esprime i valori dello sport, si trova in una situazione di difficoltà, ma non bisogna speculare», così il patron laziale, che si è detto contrario allo 0-3 richiesto dalla Roma: «Le partite si vincono sul campo». Ieri a Is Arenas, presidiato dalle forze dell'ordine, c'erano pochi tifosi, divisi sul web tra i pro e i contro Cellino. Ma che ancora non sanno dove si giocherà Cagliari-Pescara.

Commenti

gibuizza

Lun, 24/09/2012 - 11:07

Perché questo piacere alla Roma? Non sarebbe meglio -3 punti al Cagliari e recupero della partita?

tziubakis

Lun, 24/09/2012 - 12:16

I problemi del calcio italiano sono ben altri, e sono problemi di scommesse, doping, arbitraggi, bilanci societari. Scaricare tutto su Cellino fa comodo per non parlare dei problemi veri. Dire che a cagliari ci sarebbero problemi di ordine pubblico é veramente surreale. Piuttosto penino a Napoli dove gli accoltellamenti dei tifosi avversari sono all'ordine del giorno e nessuno grida allo scandalo. E' chiaro che a Cellino vogliono far pagare l'aver abbandonato quell'obbrobbrio del Sant'Elia.

tziubakis

Lun, 24/09/2012 - 12:42

Il Cagliari é una delle poche società calcistiche mai coinvolte in scandali. Anzi, a pensarci bene, devo rifare i conti, mi sa che é rimasta l'unica

ersilla71

Lun, 24/09/2012 - 13:41

Premettendo che sono romanista e che preferirei comunque la ripetizione della partita (anche se a Cagliari perdiamo sempre ed il figlio di Conti ci segna SEMPRE) Cellino mi è anche simpatico e capisco molte delle sue ragioni. Ma non puoi dire alla gentedi contravvenire ad un ordine del prefetto. Ha sbagliato de tutto il modo