Il Cagliari torna azzurro. Dietro il blocco Juve è l'Italia di Barella & Co.

Con il capitano ci sono Cragno e Pavoletti Piccolo record in tempi di Nazionale-mosaico

Nella giovane e «frastagliata» truppa azzurra di Mancini, c'è il blocco Juve (4 elementi dopo il ritorno a casa di Bernardeschi) figlio dell'ennesimo torneo dominato, ma subito dietro la mini-colonia del Cagliari. Tre i calciatori arrivati dall'isola a Coverciano, una truppa mai così numerosa in azzurro dal 2013 a oggi: all'epoca il ct Prandelli inserì nella pre-lista dei 31 per la Confederations Cup il povero Davide Astori, Marco Sau - 40 minuti giocati nell'amichevole contro San Marino - e il portiere Michael Agazzi, ma all'avventura brasiliana partecipò solo il difensore prematuramente scomparso il 4 marzo scorso che segnò anche un gol all'Uruguay. L'ultimo di un giocatore rossoblù nella nazionale maggiore.

Facile riavvolgere il nastro della memoria e tornare indietro di quasi 50 anni, quando l'Italia di Valcareggi finalista nel Mondiale messicano aveva in rosa ben sei giocatori della squadra sarda fresca di scudetto: Gigi Riva in primis, tuttora il miglior marcatore nella storia della nazionale (35 gol in 42 presenze) e ancora Albertosi, Cera, Niccolai, Domenghini e Gori. Oggi i nomi sbarcati dalla Sardegna e con un futuro speriamo radioso in Nazionale sono quelli di Niccolò Barella, cagliaritano doc che a 21 anni si è preso la fascia di capitano dei rossoblù, Alessio Cragno, già portiere dell'Under 21 con due soli gol subiti in 12 presenze, e Leonardo Pavoletti, da agosto 2015 il migliore per gol segnati di testa nei 5 campionati top in Europa (19, due più di Giroud e Cristiano Ronaldo, quattro più di Lukaku e cinque più di Morata e Icardi). Il primo, che rimarrà nelle statistiche per essere il calciatore numero 800 a vestire la maglia azzurra, nasce dalla scuola calcio intitolata proprio a «Rombo di Tuono» Riva ed è già un titolare inamovibile del centrocampo «leggero» di Mancini; il secondo è chiamato a ribaltare la gerarchia tra i pali che vede saldo in vetta Gigio Donnarumma; il terzo ha scalzato nelle preferenze del ct gente del calibro di Balotelli e Belotti, ma al momento potrebbe pagare la scelta manciniana di un «tridente» senza un vero centravanti.

Nella storia azzurra 21 i calciatori convocati del Cagliari, tra cui un campione del Mondo del 1982 mai impiegato in Spagna, quel Franco Selvaggi detto «Spadino» per la bassa statura e il piede piccolo, preferito tra le ire della critica al capocannoniere del campionato Roberto Pruzzo. Il ct Bearzot lo reputò l'unico che avesse la pazienza necessaria a condividere la stanza con Marco Tardelli, all'epoca sofferente di insonnia. I già citati Sau (di Sorgono, provincia di Nuoro) e Barella, oltre ad Andrea Cossu sono invece gli unici sardi militanti del Cagliari ad aver vestito la maglia azzurra. Più Barella e Pavoletti che Cragno sperano di poter essere in campo contemporaneamente, almeno contro gli Usa martedì 20. L'ultima volta che la Nazionale italiana schierò due giocatori del Cagliari fu nel giugno 2010 a Ginevra, amichevole contro la Svizzera terminata 1-1. Lippi propose dal primo minuto Marchetti in porta e Cossu in attacco.