Cagnotto-Dallapè, 2 punti di delusione

Le azzurre restano ai piedi del podio per un’inezia. Tania: "Quanta rabbia, mi rifarò nell’individuale"

Il tuffo dove l'acqua è più blu è finito con una botta in testa. L'Italia dei tuffi è rimasta a occhi bassi, ispirata dallo sguardo severo ma realisticamente amaro di Giorgio Cagnotto. «Abbiamo sbagliato noi». Papà Giorgio non fa sconti. Poi sa bene anche lui che perdere una medaglia per poco più di due punti è uno scherzo del destino, lo sberleffo di uno sport dove le giurie contano in modo pesante e i particolari sono l'arte e la dannazione. Magari ci sta pure l'aiutino dei giudici alle canadesi che hanno scavalcato le azzurre. «Qualche volta sono accarezzate dalla giuria», dice Cagnotto con un sorrisino. «Ormai lo dicono in tanti delle canadesi, significa che loro sono più forti anche fuori non solo sul campo», spiega Tania. Polemica spicciola e nemmeno convinta.
Non è andata: le ragazze sincro dal trampolino dei tre metri solo le più forti in Europa, ma annaspano un po' nel mondo. Tania Cagnotto e Francesca Dallapè tornano a casa con un quarto posto che non le farà dormire di notte. La medaglia di bronzo era lì, a un passo. Ma poi, ferme sul trampolino, posizionate all'indietro pronte a capovolgere il loro mondo, si sono capovolte loro. Un salto all'indietro in ogni senso. Il quarto tuffo poteva consolidare e chiudere ogni via alle avversarie. Invece, piccolo errore dell'una, aggiustatine dall'altra, ne è uscito un tuffetto, non un tuffaccio. Ma tanto è bastato per lasciar aria alle canadesi.
Le cinesi hanno fatto la solita gara in proprio, le australiane hanno perso colpi, americane solide e sempre seconde, tutto si giocava sul bronzo. «Sbagliato il penultimo ed anche nell'ultimo tuffo non è andato tutto bene», ha ammesso Cagnotto. E così la famiglia continuerà ad ammirare le medaglie olimpiche di papà, salvo che la figlia non suoni i suoi orizzonti di gloria nella gara individuale. «Falle nere anche per me» le ha detto Francesca, spaesata e dilaniata dalla delusione più dell'altra.
Tania ha già vinto tanto e l'occasione di riprovarci è concreta nella gara singola. Francesca puntava tutto sul tuffo di coppia. «Finire quarti per soli due punti fa male», dice la Dallapè lasciando scendere la lacrima, appoggiata alle colonne della mix zone quasi ne sentisse il bisogno. «Due punti sono niente, eppure stavamo bene. Proprio non me l'aspettavo di finire così», accenna Tania. «Ora farò una gara da arrabbiata nell'individuale». È capitato altre volte: dopo un capitombolo di coppia, Tania ha fatto la gara della vita nell'individuale. Chissà mai.
RiSi