Cagnotto-Dallapé a Rio sognando Errani-Vinci

Donne da podio: le azzurre dei tuffi sincro qualificate ieri come la sciabola a squadre E, visti i recenti successi, speriamo che anche le due tenniste riformino il doppio vincente

L'Italia si veste ancora una volta di rosa. Grazie al duo Cagnotto e Dallapè, alle ragazze della sciabola e alle donne del tennis. In virtù delle prestazioni di questo fine settimana, infatti, Tania Cagnotto e Francesca Dallapè si sono ufficialmente qualificate per i prossimi Giochi Olimpici nel sincro 3 metri, specialità in cui sono imbattute in campo europeo dal 2009 e dove per ben due volte hanno conquistato l'argento iridato. Le due tuffatrici, quindi, voleranno a Rio con elevate ambizioni di medaglia, per riscattare l'amaro quarto posto di Londra, quando videro sfumare il bronzo per soli venti centesimi di punto.

Nella tappa di Coppa del Mondo, ovvero l'ultima occasione utile, alla coppia Cagnotto-Dallapè è bastato un risultato al ridosso del podio per centrare la qualificazione. Quello ottenuto nella tarda serata di sabato nella piscina Maria Lenk Acquatic Centre della località carioca che ospiterà la rassegna a cinque cerchi, è in realtà un risultato che le soddisfa a metà. Comunque, missione compiuta. «Finalmente siamo a Rio e ancora una volta io e Tania ce l'abbiamo fatta» ha raccontato emozionata la 29enne trentina allenata da Giuliana Aor. Adesso, però, occorre «concentrarsi ancora di più».

D'altro canto oltre a quella olimpica a entrambe nel sincro è sfumata anche la gemma iridata nell'ultima edizione dei Campionati del Mondo di Kazan, dove le azzurre chiusero solo quinte e il podio andò a Cina, Canada e Australia. Lo stesso podio dell'altro ieri. Se in vista della prossima estate le cinesi Shi Tingmao e Wu Minxia sembrano obiettivamente fuori portata per le nostre portacolori, la sfida al Canada di Abel e Ware e all'Australia di Mills e Qin è ormai partita.Lanciate arriveranno in Brasile anche le ragazze della sciabola femminile, che hanno riscattato la delusione della spada femminile, incredibilmente fuori dalla rassegna a cinque cerchi carioca nonostante potessero contare sulla bicampionessa del mondo Rossella Fiamingo. Con queste parole il ct della Nazionale azzurra Giovanni Sirovich ha voluto complimentarsi per il lavoro svolto da Gregorio, Vecchi, Bianco e Gulotta: «Mi congratulo con le atlete che non hanno mai messo in discussione il loro valore anche quando erano in pochi a crederlo». Per l'Italsciabola si tratta della prima storica partecipazione a una rassegna olimpica, dove saremo purtroppo orfani del fioretto donne per l'alternanza delle armi decisa dal Cio.

Desta invece qualche perplessità su chi indosserà i colori azzurri sui campi da tennis veloci di Rio. Dopo un mese di gennaio e una prima settimana di febbraio avare di soddisfazioni (tra tutte l'eliminazione in Fed Cup dalla Francia), nel giro di una settimana l'Italtennis ha voltato pagina: la scorsa domenica la tarantina Roberta Vinci aveva conquistato il torneo di San Pietroburgo, sabato invece è toccato a Sara Errani imporsi nel Premier di Dubai. Con questi risultati sorprendenti in sei giorni, la pugliese ha scalato la classifica Wta fino alla top 10, mentre l'emiliana è salita alla 17esima posizione. Si pensava a una Vinci ormai al capolinea («il 2016 è il mio ultimo anno») dopo l'exploit contro Serena Williams agli Us Open e una Errani invece che non riusciva a uscire dal tunnel dopo la separazione con l'amica tarantina nel doppio. Nel periodo di sodalizio le Cichi hanno completato assieme il Grand Slam, non varrebbe dunque fare marcia indietro in ottica Rio? Per il bene del tennis e dello sport azzurro.