Il calcio educato che ha spiazzato i processi in tv

Il presidente del Chievo Campedelli indica la via, Conte lo segue: "Faremo così anche noi"

Fine dei processi, del lunedì, del martedì, del mercoledì, Varriale, Biscardi e i loro scolari si dovranno dedicare alle opere pie. Luca Campedelli è il presidente del Chievo Verona al quale l'arbitro De Marco, su segnalazione errata del collaboratore Preti, ha annullato un gol regolare realizzato da Paloschi alla Juventus. Campedelli è un imprenditore nel settore dolciario, il Pandoro Paluani è roba sua, dunque ha deciso di usare lo zucchero a velo anche nel football laddove, invece, si va di cianuro e acidi vari in dosi industriali per il mercato interno e soprattutto radiotelevisivo. Dunque Campedelli, mutuando il metodo di Francesco papa, è andato dall'arbitro e dai suoi collaboratori per scambiare un segno di pace, offrendo una parola di conforto, ormai la messa era finita. Antonio Conte, informato dell'accaduto, dopo lo stupore, ha colto la sostanza dell'episodio e ha ammesso il favore ricevuto annunciando che in futuro anche lui, e la squadra sua, cercheranno di confortare gli arbitri in caso di errori ed omissioni.
Non è necessario accendere le candele ai santi e suonare le campane.

Non è il segnale di un cambiamento epocale, come si usa dire e scrivere non sapendo significare il tempo giusto. Direi che più semplicemente è un atto di buona educazione, di fair play, non finanziario, un fenomeno di garbo ormai in via di estinzione come la tigre di Sumatra, la focena, il rinoceronte di Giava, il furetto dai piedi neri o il minestrone, caldo o freddo, nel menù dei ristoranti. La non notizia diventa una notizia, l'atto di buona creanza di Campedelli, la serenità dell'allenatore Sannino, l'invito alla calma di Conte dovrebbero suggerire una pausa di riflessione al resto dello sfogatoio nazionale, segnale che andrebbe avvertito anche dai gestori dei famosi dibattiti televisivi di politica, in onda su tutti i canali possibili, dall'ora del caffè con cornetto sino alla tisana pre ronfata. Il football è in borderline su vari livelli, da quello finanziario a quello comportamentale, ne è conferma la vicenda di due professionisti, Fabio Gallo e Marco Giampaolo, respinti e fuggiti da Brescia per colpa di un ambiente volgare e cafone. Non è il caso di introdurre nel calcio le larghe intese, quelle esistono già per meri interessi di bottega e di denaro, basta avvicinare l'orecchio alle sedute in Lega dei presidenti e collaboratori; semmai il dopo partita di Verona dovrebbe insegnare che il football può anche essere vissuto con l'animo di chi si infervora, si incacchia, si appassiona ma poi ha il dovere di tornare uomo, civis, senza bisogno di arruffare il popolo per sentirsi più potente davanti a telecamere gremite. L'arbitro continuerà a sbagliare. Una volta era cornuto e venduto. Oggi il primo aggettivo è scomparso per la globalizzazione dell'attributo, resiste il secondo, in un mondo di venditori vestiti da gran signori.
Luca Campedelli non è un eroe, è una persona normale che fa ottimi dolci, ha una squadra che rappresenta un borgo di Verona che gioca in serie A. Questo è il vero miracolo. Potrei prevedere che papa Francesco lo chiamerà al telefono per ringraziarlo. Bergoglio tifa Juventus. Amen.