Calcio&basket Milano lontana dall'Europa

di Oscar Eleni

D alla nuvola di Lucio Dalla, tifoso di sport, amante del basket, sentiamo cambiare le parole di un suo capolavoro perché Milano non è mai stata così lontana dall'Europa con le sue grandi società sportive: il Milan fuori dai giochi, ma almeno in risalita, l'Inter estromessa dalla coppetta del calcio anche vincendo nella desolazione di San Siro dove c'erano più tifosi di Praga che della Beneamata, l'Emporio Armani di basket, imbattuto in campionato, sculacciato dal Cska Mosca che aveva lasciato a casa i suoi assi Teodosic e De Colo.

Zucchero e catrame, Milano che fatica, adesso che non ride e non si diverte con i suoi campioni superpagati. L'Inter, almeno, si consola, avendo ritrovato i gol di Eder, che sembrava un fantasma dell'opera, l'Olimpia invece medita triste sulle parole del capitano Cinciarini: «In serie A si maschera, in Eurolega le prendiamo».

Poteva essere la sera per dimenticare il divorzio da Alessandro Gentile, ma chi doveva prendere il posto del principino ripudiato ha fatto soltanto disastri, cominciando da Rakim Sanders che si pestava i piedi con l'ex capitano. Per la verità dopo una partita come quella coi russi, dopo 4 sconfitte consecutive in Eurolega, dovrebbero defalcare gran parte degli stipendi di tutti.

Certo niente sembra compromesso perché ci sono ancora soltanto 2 punti dall'ottavo posto, l'ultimo per entrare fra le finaliste di questo durissimo cimento continentale in stile NBA, ma i peccati commessi sono anche troppi e la squadra invece di progredire fa passi indietro. Per fortuna Armani non c'era, e il presidente che ha divorziato da Gentile, se ne è andato molto prima della fine.

Abbandonare l'arena fra i fischi, sperare che nuovi innesti possano cambiare la storia, anche se al momento queste minacce di altre purghe sembrano indebolire ancora di più chi cerca un centro di gravità per garantire almeno i rimbalzi, crea confusione. Domani a Venezia e venerdì ad Istanbul contro il Galatasaray, ultimo, ma a due punti, in coda come Kazan che ha stracciato Milano e il Bamberg del rimpianto ex Melli, capiremo se la malattia è irreversibile.