Camila, un sorriso fa innamorare la Grande Mela

La Grande Mela ha scoperto Camila Giorgi, marchigiana di Macerata, padre argentino, madre italiana, un ninnolo di 21 anni e mezzo che l'altra notte ha battuto l'ex numero uno Carolina Wozniacki in tre set (4-6 6-4 6-3) davanti agli oltre 20mila spettatori dell'Artur Ashe Stadium. Tutti innamorati di questa ragazza dal fisico aggraziato, alla Barbie, ma dalla potenza fuori dal comune, aggressiva su ogni palla, fin troppo in certe occasioni: lo testimoniano i 45 errori e i 46 vincenti, per non parlare del servizio che viaggia a velocità riscontrabili solo in Serena Williams. In una circostanza ha avvicinato perfino i 185 kmh. Nell'ultimo incontro ha battuto la prima alla media di 163 kmh e la seconda a oltre 150 kmh: quanto serve per farsi rispettare nel tennis bum-bum di questi tempi. Negli ottavi, raggiunti anche l'anno scorso a Wimbledon, affronterà Roberta Vinci, che passa così da un derby all'altro dopo l'agevole successo (6-4 6-3) sulla Knapp. «Un giorno alzerò la coppa di uno slam, intanto lasciatemi giocare una partita alla volta», il pensiero di Camila arrivata al tabellone principale di Flushing Meadows dopo aver vinto tre incontri di qualificazione. Nel ranking è scesa dal numero 73 al 135 in seguito a una infiammazione ai legamenti della spalla curata dal professor Parra con il suo miracoloso laser. A fine torneo sarà fra le prime 100. Ma nel suo potenziale c'è un posto fra le top-ten.
Ai quarti potrebbe approdare anche Flavia Pennetta, uscita dalle secche di una fastidiosa operazione al polso, che ha dominato (7-5 6-1) la Kuznetsova e se la vedrà con la rumena Halep. Da tempo la brindisina, miglioratasi nel servizio e nel dritto, non giocava così bene. All'appello, incredibile a dirsi, manca Sara Errani in crisi di autostima, ma decisa a riscattarsi dopo un'estate deludente.