Il canto del Cigno: «Non allenerò mai più»

«Non allenerò mai più». Asciutto, diretto, come è sempre stato nel suo stile: Marco van Basten fa calare il sipario sulla sua carriera di tecnico. Da giocatore lo tradì la caviglia, oggi è invece il cuore, troppo esposto alle tensione che divora Van Basten durante ogni partita. «È così da 10 anni», ha dichiarato ieri nella conferenza stampa convocata dall'Az Alkmaar, il club con il quale è sotto contratto fino al 2016. Lascia causa stress, l'ex Cigno di Utrecht. Gli chiedono se non era peggio quando con Ajax, Milan e nazionale olandese, quando i traguardi si chiamavano Coppa Campioni, Europeo e Mondiale. «Da giocatore è diverso: fai riposare il fisico, stacchi la spina e riparti. Da allenatore invece entrano in gioco tante altre variabili. Devi comunicare, motivare, stimolare». Van Basten continuerà a farlo, ma in modo più soft. All'Az, club che allena da quest'estate dopo un biennio all'Heerenveen, diventerà assistente del suo vice, Alex Pastoor, che ha già guidato la squadra nelle ultime settimane, quando Van Basten aveva chiesto e ottenuto un periodo di riposo. Un ruolo più defilato, alla Bergkamp, un altro che soffre la luce dei riflettori che all'Ajax sta lavorando bene nello staff tecnico di Frank de Boer. In passato Van Basten, dopo aver iniziato ad allenare sette anni dopo il suo ritiro dal calcio giocato («prima non ero pronto emotivamente»), si era già preso un periodo sabbatico a cavallo tra il maggio 2010 (quando si dimise dall'Ajax) e il giugno 2012 (rientro in pista con l'Heerenveen). Questa volta però le intenzioni sono chiare. Con lui si chiude, almeno temporaneamente, la parabola dei tre tulipani che avevano fatto sognare un'intera generazione, sia di olandesi che di milanisti. Ruud Gullit è infatti fermo dal 2011, dopo essere stato esonerato dai ceceni del Terek Grozny. Anche Frank Rijkaard – l'unico dei tre ad aver comunque vissuto il suo momento di gloria anche in panchina, con il Barcellona – è a spasso dal gennaio 2013, quando è stato licenziato da ct dell'Arabia Saudita. E, secondo quanto dichiarato recentemente, non ha più voglia di allenare.