Cantona torna con un colpo a sorpresa: un diario a disegni che spiega il mondo

É stato uno dei più grandi talenti della storia del calcio mondiale e uno dei personaggi più fuori dagli schemi e dalle regole. Oggi, a 50 anni suonati, arriva in libreria con un testo che tratta di tutto dalla famiglia al potere, dalla religione alla guerra. In un modo tutto suo

Eric Cantona torna a far parlare di sè

È sempre stato un fuorilegge, sul campo e fuori. Eccessivo, spesso indisponente, non sempre condivisibile nel modo di fare e di pensare. Ma irresistibile, simpatico, unico a suo modo.

Il genio imperfetto senza patria e senza legge non si è negato niente nella vita, nemmeno una candidatura, per scherzo, alle presidenziali francesi. Peccato fosse uno scherzo. Uno dei punti del suo programma per esempio era via tutti i soldi dalle banche. Il web lo proclamò santo subito, come quando, Crystal Palace contro Manchester United, stese con un calcio da kung fu un tifoso che lo aveva insultato mentre usciva, espulso, dal campo. Gli toccarono i servizi sociali, ma in tanti trovarono la sua risposta da giustiziere della notte all’odiatore da stadio, buona e giusta.

Magari si potesse fare la stessa cosa anche sui social. Oggi, passati i cinquanta, quattro figli, una moglie attrice di origine algerine, la missione Laureus che aiuta i bambini disagiati, «Eric the King» non ha mai smesso, nemmeno nelle piccole cose di essere diverso. È tornato in libreria con un colpo dei suoi. Anni fa se ne uscì con una summa della sua filosofia, un librettino tascabile dove non mancava ironia e autoironia. Tipo: ho un modo infallibile di calciare i rigori, li mette dentro. Oppure: tratta il pallone come una ragazza: accarezzalo.

Oggi va in libreria con una specie di diario, anzi un carnet come lo chiama lui, più disegnato che scritto, come l’agenda di un liceale. Schizzi e giochi di parole, dialogo con se stesso e confronto con il mondo. Il potere, la casta, il governo del pianeta è rappresentato per esempio da uomini senza testa. Il mondo senza confini è una bandiera senza colori. È un libro che gli somiglia: sorprendente, bambino, filosofo. Scrive, e disegna, sull’uomo, sull’amore, sulla guerra, sulla religione. Su Neymar invece, passato dal Barcellona al Psg per 222 milioni di euro, è stato meno ermetico: «Quando un calciatore di 25 anni, nazionale brasiliano, viene a giocare nel campionato francese per affrontare Guingamp o Amiens, uno si chiede: cosa è venuto a fare?». Inimitabile