Capolavoro di Januzaj. Un solo vero lampo fa sorridere il Belgio B

Sfida piena di riserve: ma i Diavoli piegano gli inglesi e si prendono la strada più difficile

Una vittoria striminzita, senza pathos né gioia, al termine della partita più trascurabile di questo mondiale. Epilogo inevitabile, già previsto prima del calcio d'inizio. Tra due squadre che non volevano perdere almeno quanto vincere. In barba a proclami e promesse della vigilia. Gli sfortunati 33mila paganti di Kaliningrad sono stati così costretti ad assistere ad una sorta di recita sportiva, durata 90'. Una messa in scena modesta, quella tra Inghilterra 2 e Belgio B. Schierate dai rispettivi ct con generoso ricorso alle due panchine. Otto i cambi inglesi (fuori anche Kane), addirittura nove quelli di Martinez, che come promesso fa riposare tutti i big, a cominciare da Lukaku.

Più che il derby della Brexit assomiglia ad una sfida tra riserve. Una sgambata agonistica di rincalzi, con inevitabile ricaduta sui valori tecnico-tattici, davvero modesti. Ma anche una lezione di pragmatismo, senza scandalo alcuno. Già sicure della qualificazione, ad Inghilterra e Belgio non restava che scoprire i prossimi avversari agli ottavi. Ma volgendo lo sguardo più in là, l'ombra del Brasile ha evidentemente trasformato la sfida per il primato nel gruppo G in una sorta di partita di tressette a perdere.

Ritmi blandi, zero agonismo, manovre improvvisate, imprecisione sotto porta. Anche chi, come Rashford, avrebbe l'occasione per mettersi in mostra, finisce avvinghiato nell'apatia generale.

A regalare qualche brivido di imprevedibilità ci pensa allora Pickford, sempre sull'orlo della papera. Con quattro titolari sotto i 20 anni, solo una volta (contro la Svezia, coppa del Mondo 2002) l'Inghilterra ha avuto un'età media più giovane. La sua inesperienza, sommata alla mancanza d'intesa di una formazione inedita, finisce per agevolare le intenzioni del Belgio, che imbriglia la gara in una manovra fitta e inconcludente. Il primo tempo si conclude tra i fischi, meritatissimi, di un pubblico assonnato, che ha però l'indubbio merito di pungolare l'orgoglio dei 22 in campo.

Pronti-via, e la ripresa si apre con il gol, bellissimo, di Januzaj, giovane promessa del Manchester United sfiorita con la maglia del Real Sociedad. La reazione inglese è scolastica, quasi obbligata, certamente poco convinta, e ancor meno efficace. Capita a Rashford, solo davanti a Courtois, l'onere del pareggio, ma non è serata. Con Vardy irreperibile, Southgate dimostra di accettare di buon grado la sconfitta quando decide di non rischiare - neppure nei minuti finali, Harry Kane, capocannoniere della rassegna. È il segno della resa. Mai sconfitta fu più dolce. Martedì sera gli inglesi sono attesi dalla Colombia, e in caso di passaggio del turno, affronteranno la vincente di Svezia-Svizzera. Avversarie - almeno sulla carta - decisamente abbordabili, per continuare a rincorrere il sogno improbabile, ma (evidentemente) non più impossibile. Per il Belgio, viceversa, lunedì ci sarà il Giappone, e nell'eventuale turno successivo Neymar e compagni, sempre che superino il Messico. La strada a Bruxelles è decisamente più in salita.