Capolavoro Pennetta: batte Na Li e va in finale

Il pubblico americano ha un debole per questa bella italiana di 32 anni che ha avuto la forza di rimettersi in gioco dopo l'intervento al polso e la caduta al 158° posto appena un anno fa. Male che vada Flavia Pennetta sarà quattordicesima al termine del torneo di Indian Wells dove ha raggiunto la finale battendo nei quarti l'americana Stephens (più forte della tempesta di sabbia e del vento impetuoso) e in semifinale la cinese Na Li (7-6 6-3 in 1h 48', partita perfetta) che è seconda solo a Serena Williams nel ranking. Ma l'azzurra potrebbe ritrovarsi dodicesima in caso di vittoria sulla polacca Agnieszka Radwanska (6-3 6-4 alla romena Halep). In un colpo solo ha vendicato la sconfitta con la coetanea di Wuhan che l'aveva battuta nei quarti dell'Australian Open e ha raggiunto la finale di uno dei tornei più prestigiosi e danarosi. Al momento ha guadagnato 500mila dollari, domani sera potrebbe ritrovarsi con un assegno da un milione. Appuntamento alle ore 20 su Supertennis. Mica male per la brindisina che, prima di trovare nello spagnolo Salvador Navarro il nuovo mentore, aveva addirittura pensato di ritirarsi. Era accaduto a Wimbledon. Adesso Flavia ha alzato di tantissimo l'asticella: «Alla vigilia non avrei mai immaginato di arrivare tanto lontano, soprattutto di giocare così bene. Con la Stephens non mi ero piaciuta invece con Na Li ho dato il meglio di me stessa. Sono felice del mio tennis. Devo molto al mio nuovo coach che mi ha ricostruito e mi ha convinto a giocare con grande intensità. Lavoriamo assieme da appena 7-8 mesi. Chissà che non migliori ancora... La finale con la Radwanska sarà durissima perché lei sbaglia pochissimo, è un muro, e io dovrò essere aggressiva per abbreviare gli scambi». E in futuro? «Mai fatto calcoli, ma ho sempre più autostima. E questo nel tennis fa la differenza». Nei sette precedenti con la polacca ha vinto solo due volte, ma nell'ultimo incrocio l'ha letteralmente dominata vincendo per 6-4 6-1 a Dubai.
Se la Pennetta giocasse sempre negli Stati Uniti sarebbe fra le prime cinque. Ancora un'impresa e le daranno la cittadinanza americana.