Cappotto per il Brasile e ora anche Dilma Roussef rischia le elezioni

La sconfitta del Brasile nella semifinale del Mondiale di calcio potrebbe avere ripercussioni anche dal punto di vista politico? E' quanto teme la Presidente Dilma Roussef che prima della semifinale aveva visto la sua percentuale risalire nei sondaggi dopo le vittorie della nazionale verdeoro ed ora teme di subire l'effetto boomerang,

Per la Roussef una Coppa del Mondo che potrebbe essere indigesta

Un paese sotto shock; questo è il Brasile all'indomani della clamorosa e storica sconfitta della Nazionale di Scolari da parte della Germania, che ha sepolto i Verdeoro sotto una valanga di goal. Il 7 – 1 subito dai Carioca fa preoccupare anche l'attuale Presidente Dilma Roussef, che teme un collegamento della sua persona con la debacle calcistica nelle prossime elezioni presidenziali, dove il suo avversario più pericoloso sarà il centrista Neves. 

Solo pochi giorni fa, sulla scia delle vittorie di Neymar e compagni, la Roussef aveva visto salire il suo gradimento, con un sondaggio effettuato da Datafolha, che la vedeva salire al 38% nelle intenzioni di voto dei suoi connazionali rispetto al 34% del precedente riscontro. Un + 4% che la metteva nella posizione di netta favorita e soprattutto rappresentava un fatto positivo dopo le molte proteste che si sono viste nel Paese sudamericano sia prima dell'inizio del mondiale che durante il suo svolgimento. Sotto accusa erano le infrastrutture non completate, i ritardi e la scarsa ricaduta sul piano sociale per il paese del Mondiale.  Con il passare dei giorni e delle partite, il pubblico sembrava più soddisfatto, l'organizzazione aveva mostrato di funzionare in ogni parte della Nazione  e soprattutto la squadra dopo aver passato il girone eliminatorio aveva conquistato due vittorie negli ottavi contro il Cile e nei quarti contro la Colombia, qualificandosi tra le migliori quattro del Mondo.

Altri dati facevano pensare in positivo Dilma Roussef, perché lo stesso sondaggio portava al 63% la percentuale dei Brasiliani "favorevoli" alla scelta di organizzare il Mondiale, percentuale che soltanto nel precedente mese era ancorata al 51%. Inoltre anche l'orgoglio di essere "brasiliano", era salito dal 45% al 60%. Numeri positivi quindi per chi guida il Paese, e la stessa Dilma Roussef aveva confermato la sua presenza al Maracanà in occasione della finale per la consegna della coppa, sperando in cuor suo di poterla consegnare al capitano dei verdeoro.

Ed ora come reagirà il Paese alla sconfitta? Dopo i primi, comprensibili, momenti di shock l'impatto politico potrebbe essere negativo per la Presidente Rousseff, che potrebbe essere "vista" come uno dei responsabili; se qualche politico si era spinto a dire che una mancata vittoria dei Brasiliani avrebbe nuociuto alla carriera della Roussef, quale sarà l'impatto di una sconfitta così perentoria? I cronisti hanno notato già ieri, che anche nello stadio di Belo Horizonte si sono subito riaccesi tra gli spettatori sugli spalti i cori antigovernativi, che già avevano risuonato nelle settimane prima dell'inizio della competizione, e che riguardavano le spese sostenute per l'organizzazione del Mondiale.

Una nuovo sondaggio quali dati fornirebbe, ora che la "Coppa del mondo" è divenuta maledetta anche dal punto di vista sportivo, oltre che da quello dei costi? La Roussef che aveva solo 7 punti di vantaggio su Neves, sia augura che il margine non sia annullato per colpa della deblacle della Selecao.