Cassani si coccola Aru in rosso «Lui e Nibali gli assi per Rio»

Rosso di sera e Fabio Aru si bea. Che notte ragazzi, che notte. Ieri è stato il giorno della festa (anche per Degenkolb, vincitore dell'ultima tappa), delle celebrazioni, della consacrazione: il campioncino di Villacidro scala il primo gradino di una carriera che si preannuncia gloriosa. «Ha tutto per vincere, ma soprattutto può vincere tutto», ci spiega Davide Cassani, il ct della nazionale italiana che raggiugiamo telefonicamente a Mastromarco in Toscana, dove si è incontrato con Vincenzo Nibali di rientro dalla Sicilia e ci parla della coppia d'oro del ciclismo italiano e della loro convivenza.

Domani a Milano, renderà noti i 14 nomi che poi dopo la Bernocchi del 17 ridurrà a 11 e andranno a costituire la nazionale che inseguirà il sogno iridato a Richmond il prossimo 27 settembre. «Ho appena incontrato Vincenzo - ci rivela il Ct azzurro -. Sta bene e ha voglia di tornare in gruppo. Se porterò uno come Vincenzo al Mondiale? Gli ho parlato chiaramente: il percorso non è adatto alle sue caratteristiche tecniche, ma uno come lui fa sempre comodo, soprattutto se si mette al servizio della squadra». Per Aru, invece, niente mondiale ma la mente è già rivolta a Rio, dove tra un anno ci saranno le Olimpiadi. «Il percorso è durissimo: 256 km, con una salita vera di 8 km da ripetere quattro volte: è un percorso per passisti scalatori come Nibali ed Aru. Se possono convivere? Io non ho alcun dubbio, per questo saranno l'anima del progetto olimpico azzurro (anche De Marchi è già certo, ndr). Se come penso, Vincenzo correrà il Giro per puntarci forte, poi correrà il Tour in appoggio ad Aru, e entrambi usciranno dalla Grande Boucle per poi puntare decisi a Rio, beh, credo che i problemi non ce li avrò io ma gli altri. Sono in tanti a voler avere due corridori come Nibali ed Aru, ma li abbiamo noi. Uno ha ancora cinque anni ad alto livello, mentre Fabio almeno dieci. Che dire? Toccando ferro, in materia di corse a tappe, siamo messi non bene ma benissimo».".