Ma al centro di tutto resta sempre l'arbitro

di Tony Damascelli«Vuol dire che li pagheremo meno». E' una delle considerazioni paradossali che ho raccolto a margine delle decisioni della riunione di Cardiff. Gli arbitri vedono ridotte le loro competenze, la telecamera prende il loro posto, si svolta, si cambia, il calcio cerca trasparenza negli uomini e nelle regole. Il problema è l'applicazione di queste ultime. E non riguarda soltanto i direttori di gara. La moviola in campo verrà sbandierata nei nostri condomini come la vittoria di Aldo Biscardi e dei suoi appelli nel Processo del lunedì che fu. In verità è una esigenza di questo sport che ormai è sotto il controllo del Grande Fratello dopo essere stato nelle mani del Grande Vecchio. Le immagini televisive, al rallentatore, con lo zoom sul fatto o misfatto, tolgono responsabilità all'arbitro che a queste potrà ricorrere ma non trascuri il dettaglio chiave: sarà sempre lui e soltanto lui a prendere l'ultima decisione, anche sbagliata. Una cosa è il gol fantasma, un'altra il fallo di rigore che può essere interpretato nella violenza e nell'intenzionalità dell'atto scorretto, a differenza del pallone che supera la linea di porta. Dunque il rigore al centro di tutto. Fine di chiacchiere? Me lo auguro: ad esempio il fallo su Boniek che portò al rigore in favore della Juventus nella finale di coppa Campioni all'Heysel sarebbe stato riportato al suo posto, fuori area, ma anche la mano de Dios di Maradona al mondiale contro gli inglesi e il rififì di Henry che eliminò il Trap. La nuova legge va sperimentata nei prossimi due anni ma dovrà entrare in vigore anche in Africa e alle Far Oer, in lega dilettanti e dovunque si giochi a football, se si vuole che il gioco continui a essere davvero universale. Credo che, invece, spaccherà il calcio e lo dividerà tra ricchi e poveri. Tra due anni tireremo la riga. Confermo lo scetticismo (che è anche della categoria arbitrale) non sulla necessità della tecnologia ma sull'efficacia della stessa. Una svolta era comunque necessaria. Il calcio ha bisogno di nuove regole, quella che limita il cartellino rosso per il portiere falloso in area di rigore è sacrosanta ma sarebbe eroico, una volta per tutte, chiarire il fuori gioco. Per gli ex arbitri si preannuncia un futuro precario: i loro sodali in attività saranno autorizzati a essere intervistati e la moviola cancellerà ogni dubbio. Gli opinionisti in tivvù dovranno inventarsi un altro lavoro. E' sempre colpa della Fifa.