C'erano una volta il 5 maggio e l'Olimpico «nerazzurro» per non dare lo scudetto alla Roma

Lazio-Inter è stata anche qualcosa di più forte. Non solo il 5 maggio 2002 con Ronaldo in lacrime, Cuper in panchina, Vieri che distrugge una porta a calci e lo scudetto che sfila all'ultima giornata. E va alla Juve come 67 anni prima, stagione '34/'35, sempre ultima giornata, appaiate a 42 punti. La Juventus a Firenze vince 1-0, l'Inter in casa Lazio perde 4-2. Anche cose bizzarre come il 2 maggio 2010 e la Rosella Sensi fuori di sè: «Lazio-Inter è stata una vergogna». Con la curva laziale che tifa Inter nel timore che la Roma, seconda in classifica, possa raggiungerla nella volata scudetto. I nerazzurri passano senza grosse complicazioni con Samuel e Motta, in panchina c'è Josè Mourinho: «Ma da oggi - sempre la presidente giallorossa -, nessuno potrà più definire questo campionato il più bello del mondo». Eppure Muslera quel giorno fece grandi numeri su Motta dopo 9', su Snejder dopo 10, su Eto'o al 13', una cosa mai vista fino a quando esce in curva biancoceleste uno striscione inequivocabile: «Musleramettete a sede». Inter campione d'Italia.

«Sì, è vero, in passato Lazio-Inter è stata qualcosa di importante - ha detto Roberto Mancini -, parlava di scudetto. Ma io vedo comunque due squadre altamente motivate. La Lazio vuole entrare in Champions, noi siamo sempre lì, voglio il quinto posto. Ma anche se non dovessimo farcela non cambierebbe il nostro futuro. L'Inter resta un grande club e l'anno prossimo lotterà per il vertice. Siamo sulla strada giusta, faremo sempre meno errori. E la sanzione dell'Uefa non cambierà i piani di rilancio del club». Recupera Ranocchia, dietro è indeciso tra Santon e D'Ambrosio, rispunta Gnoukouri nella riga di centrocampo, ancora Hernanes dietro Palacio-Icardi. Pioli sta andando forte ma lo attende un calendario durissimo, Sampdoria, derby e Napoli. Con l'Inter non può fallire i tre punti: «Abbiamo le qualità per batterla. Hanno un grande potenziale offensivo, dovremo fare una prestazione impeccabile». Rientra Biglia non De Vrij, c'è Klose. Gemellate da una vita, travasi di giocatori, il Mancio ex che non sta qua a raccontare che un pezzo di cuore è di qui e l'altro di là. Non vale uno scudo ma non buttiamola troppo giù.CDC