"Che pressione, questa medaglia è solo mia..."

Il campione olimpico: «La dedico a me stesso. Con tutta la fatica che ho fatto, me lo merito»

nostro inviato a Rio de Janeiro

A Kazan, autunno 2015, mondiali di nuoto, c'era gente della spedizione azzurra che scommetteva su di lui, che gli diceva «ehi, Greg, mi raccomando, sei in forma, vero? che ho puntato su te vincente e oro...». Stavolta c'era l'Italia tutta addosso a Gregorio Paltrinieri. L'Italia nelle sue forme migliori e peggiori. Facce migliori quelle delle famiglie, padri e madri e bambini, possibilmente tanti bambini «perché credo che queste medaglie, la mia, quella di Gabriele, serviranno a stimolare i giovani a imitarci, a darsi al nuoto così come era successo a noi tanti anni fa...». E facce peggiori non perché lo siano, quelle di premier e politica perché creano pressioni non richieste agli sportivi e stavolta era quasi un affare di Stato che il carpigiano regalasse la medaglia più prestigiosa dell'olimpiade italiana.

«Questo ultimo mese è stato molto più difficile di quanto mi aspettassi. Sentivo attorno e addosso un sacco di aspettative, di pressioni, tutti davano per scontata la mia medaglia, ma credetemi, a una olimpiade non c'è mai nulla di scontato. Io sono poi uno sicuro di sé, ma in queste ultime sere mi sono domandato spesso se tutto quello che avevo preparato era stato fatto per bene, se non avevo tralasciato nulla. Sono insicurezze che arrivano e se le sai gestire aiutano a far meglio, a tenerti motivato. Non era sconforto, ma era qualcosa. Ecco perché in piscina mi sono presentato senza pensieri».

Gregorio parla nella notte brasiliana ed è felice per l'oro «che cercavo, per cui ho lavorato una vita, duramente, e non mi interessava nuotare bene o male. Semplicemente volevo fare quel che mi sentivo per andare a prenderlo. Non ho dato retta a nessuno, gli allenatori in questi casi cercano di frenarmi e ricordarmi l'importanza della bella nuotata, ma stavolta me ne sono fregato». Anche il record del mondo contava poco, forse nulla. Sebbene Greg sia rimasto a lungo sotto, però negli ultimi cento metri «sono crollato» sorride «e rallentando ho avuto più tempo per godermi quanto stava per accadere... La verità è che sì, ero sotto il primato, ma pur sapendo di valere il record del mondo, qui non era la priorità... Chissenefrega... Questa era una gara solo da vincere, ma la prossima volta farò il record del mondo». Promesso.

Paltrinieri parla felice e riposato, perchè ogni giorno nuota 18 km e ieri solo uno e mezzo. Sereno e lucido a tal punto da distinguere le dediche di una medaglia. «Il podio, il gradino più alto è per la mia famiglia, la mia fidanzata, i miei amici tutti qui a sostenermi. Ma la medaglia e questo oro li dedico solo a me stesso. Con tutta la fatica fatta credo proprio di essermeli meritati».