Che sberla per il superteam Un nonno beffa Cavendish & C.

nostro inviato a Londra

Si potrebbe definirla in altro modo. Ma non sarebbe carino. Per Sua Maestà la regina, per il Paese ospitante, per quest'Inghilterra stregata dalla bicicletta. Però, pacatamente, serenamente, si può parlare di beffa, figuraccia, disastro, tonfo, macello e avanti così. Ovviamente parliamo d'Inghilterra, non d'Italia, quest'Italia che con cittì Bettini e i nostri cinque ragazzi, Nibali, Modolo, Paolini, Pinotti e Viviani, ha fatto quel che poteva e che ora ha tempo ed energia per recriminare su una cosa una soltanto: Sacha Modolo che, vista la sua velocità allo sprint, per dirla con Bettini, «ha perso il treno giusto per restare con quelli che…». Quelli che alla fine se la sono giocata, quelli che alla fine ha vinto il vecchio, ex dopato e coriaceo e ormai direttore tecnico del team più ricco, il kazako Vinokourov. Tipo tosto, 39 anni, tipo che tempo addietro aveva annunciato il ritiro dalle corse. Tipo che ha così salutato tutti con l'oro olimpico al collo e son soddisfazioni.
La nostra è una figura così così, ammettiamolo. Ma quella del mega squadrone inglese è pacatamente, serenamente e nella migliore delle definizioni una gran brutta figura. Lo squadrone di Cavendish che deve vincere a tutti i costi, lo squadrone di quelli che la cerimonia d'apertura la fanno aprire al trionfatore del Tour, Bradley Wiggins in piedi sul podio dell'Olympic stadium vestito di giallo come simbolo, davanti a quattro miliardi di persone, della bicinvasione britannica di Francia, d'Europa, del mondo. Una cerimonia, va ricordato, proseguita con un portabandiera a pedali, Chris Hoy, plurimedagliato della velocità, cerimonia che durante lo show c'erano bici che volavano, bici con le ali illuminate.
Ecco, la nostra figura è una figura piccola. Con Modolo che si rammarica, «ero imbottigliato, mi sono mancati 30 metri per sognare», e sperare in un finale almeno di podio; con Nibali che in fondo come Bettini non ha dubbi, pentimenti, «la gara era giusta, abbiamo fatto quello che dovevamo e il finale è andato come andato, con Vinokourov che ha colto l'attimo… Una rivincita aver fatto saltare lo squadrone di Cavendish? No, non lo è, all'Olimpiade è tutto diverso».
Ma lo squadrone è saltato. Niente da fare per i vari Froome, Wiggins, Millar, Stannard, uomini al servizio del predestinato. La strategia pianificata dalle altre nazioni, Italia in testa, quasi un tutti assieme per disinnescare il missile britannico alla fine ha funzionato. E ieri c'erano due milioni di persone, «uno spettacolo mai visto, questo è il ciclismo» dirà Bettini emozionato, ieri due milioni di persone sono tornate a casa senza la medaglia programmata. Non è lutto nazionale, ma ci assomiglia. Soprattutto pensando che a prendersi la loro medaglia più attesa è stato un quasi pensionato. Davanti a un colombiano e a un norvegese. Sberla su sberla.