Chiellini ko risolve il rebus Insigne. Lorenzo al Bernabeu sa come si fa

Ma con la difesa a tre, Ventura l'avrebbe mandato in panchina

Nostro inviato a Madrid

Lui è stato di parola: ha ricominciato la stagione esattamente come l'aveva finita. Ovvero con gol e assist. Lorenzo Insigne è l'azzurro più in forma e tenerlo fuori da questa Nazionale che vuole il Mondiale senza passare dalla lotteria dello spareggio è un percorso poco consigliabile. La Spagna ha due risultati su tre, l'Italia solo la vittoria, quindi l'ideale è giocarsela a viso aperto e con i migliori.

Ecco che per una volta i numeri e il talento hanno avuto il sopravvento sulla tattica. Anche se è servito l'infortunio di Chiellini per rimescolare le carte e minare le certezze (o presunte tali) di Ventura, che stava virando su una difesa a tre. Un'Italia con il 4-2-4 (o 4-4-2 se pensiamo al lavoro degli esterni) e Lorenzinho - come lo hanno ribattezzato a Napoli - titolare. D'altronde Insigne alla Spagna ha già fatto gol nell'amichevole di Udine del 24 marzo 2016 (ct era ancora Conte e gli azzurri si avvicinavano all'Europeo). E poi come non ricordare quella perla al Bernabeu quasi un anno dopo (era il 15 febbraio scorso): l'esterno del Napoli pennellò una parabola che sorprese il portiere del Real Navas, regalando uno spicchio di gloria alla sua squadra poi eliminata dagli ottavi di Champions con un doppio ko. «Lo conosco meglio di tutti perchè lo soffro ogni giorno, è un pericolo per qualsiasi avversario», l'avvertimento al ct spagnolo Lopetegui di Pepe Reina.

«Ognuno deve stare nel suo ruolo, almeno in Nazionale», il messaggio a inizio settimana del ct Ventura. Che pensava già a un Insigne titolare contro Israele («perchè tutti parlano della Spagna, ma c'è anche un'altra gara tre giorni dopo...») in un 4-2-4 supercollaudato e modulo di riferimento di questo gruppo azzurro. Invece eccolo dal primo minuto al Bernabeu, nel ruolo di alfiere azzurro per il forfait di Chiellini.

Proprio il difensore juventino aveva sottolineato che la cosa più importante era arrivare in Russia, Verratti parlava già da trequartista in uno schema tattico 3-4-1-2 più volte testato a Coverciano in questi giorni e che teneva fuori il talento partenopeo. Tutti segnali di un canovaccio già scritto. Ma alla fine è arrivata la scelta diversa e obbligata dall'emergenza: Insigne non più asso nella manica per il finale, come era stato il Belotti nella gara di andata, ma protagonista dall'inizio. In questo momento, rinunciare al fuoriclasse del Napoli sembra agli occhi di molti un'eresia. Con buona pace di Ventura...