Chievo "improcedibile", resta in A. Ma il caso torna alla Procura

Il Tribunale federale dichiara il Chievo "improcedibile" per un vizio di forma. Per i clivensi pericolo di retrocessione scampato solo temporaneamente, visto che la Procura aprirà un nuovo fascicolo per la questione delle plusvalenze fittizie

Il Chievo, per il momento, evita la Serie B grazie a un vizio di forma. Il Tribunale federale della Figc ha dichiarato l'improcedibilità del club clivense per la vicenda delle plusvalenze fittizie con il Cesena. A questo punto gli atti tornano alla Procura federale, che aveva chiesto per la squadra veronese 15 punti di penalizzazione da scontare nello scorso campionato. Che, se applicati, avrebbero comportato del club la retrocessione in B. Nell'ambito dello stesso procedimento, il Cesena è stato condannato a 15 punti di penalizzazione che saranno applicati il prossimo anno, sempre che si iscriva con il vecchio titolo.

Un vizio di forma. È la ragione che ha spinto il Tribunale federale nazionale a dichiarare l'improcedibilità nei confronti del Chievo Verona, rinviato a giudizio dal procuratore Giuseppe Pecoraro per presunte plusvalenze fittizie con il Cesena. Secondo i giudici di primo grado, la Procura ha sbagliato a non ascoltare la versione dei fatti del presidente clivense Campedelli. Se la società clivense si è vista posticipare l'eventuale condanna, la corte è stata severa nei confronti del Cesena, che dovrà scontare 15 punti di penalizzazione nella prossima stagione sportiva, sempre che riesca a iscriversi a un campionato Figc.

La Procura ha annunciato che presenterà appello rispetto alla sentenza di primo grado, ma se il verdetto sarò confermato dovrà essere istruito un nuovo procedimento da svolgersi entro tre mesi dal giorno in cui sono scattati i primi deferimenti (25 giugno). Se ciò non avverrà in questa finestra temporale, per la Procura sarà impossibile ottenere la retrocessione del Chievo, dal momento che i campionati saranno già iniziati. Un bel pasticcio nel quale è coinvolto direttamente anche il Crotone che, in caso di retrocessione dei clivensi, ne prenderebbe il posto. Il club calabrese ha chiesto "di procedere con immediatezza alla spedizione della convocazione in favore degli incolpati richiedenti l’audizione e di instaurare, con l’urgenza che la gravità della situazione impone, un nuovo procedimento che consenta di pervenire alla decisione giurisdizionale in tempi compatibili con gli adempimenti propedeutici al regolare avvio del campionato della massima serie".