Il Chievo è solo un brivido. Poi il Napoli torna a correre

Veneti in vantaggio dopo 2 minuti, ma Higuain pareggia subito. Chiriches e Callejon fanno il resto: Sarri ritrova il ritmo scudetto

Al netto delle cifre snocciolate da Maurizio Sarri alla vigilia della sfida con il Chievo, ci voleva una prestazione e soprattutto una vittoria - assente da un mese - che spazzasse via i discorsi sul calo fisico del Napoli. Circolati insistentemente anche dalle parti di Castelvolturno. C'è voluto un mese prima che gli azzurri tornassero al successo e tutto è avvenuto nella serata giusta: partita al San Paolo, dove il Napoli ha lasciato solo sei punti su 42 alle avversarie; gara contro una squadra che negli anni è stata una vera e propria bestia nera e che gioca un bel calcio; non uno scontro diretto, ma una sfida con una delle «piccole» (o presunta tale, visto il bel campionato dei veneti con il Maran abile nel cambiare tatticamente volto alla sua squadra più volte), nella storia recente tallone d'Achille della truppa azzurra nella rincorsa a risultati di prestigio. La notte di Fuorigrotta ha così il lieto fine, con l'aggancio alla Juve in vetta al campionato anche se solo per una notte.Solo un brivido, con il gol più veloce (appena 62 secondi dopo il fischio iniziale) subìto dal Napoli in stagione, complice l'errore di Chiriches che rischiava di complicare subito la sua partita da vice Albiol e la scivolata di Reina (in campo con la febbre). Poi grande intensità degli azzurri, il pareggio - immediato - e il sorpasso agli avversari. Nel mezzo tante occasioni non concretizzate - tranne quella di Callejon per il 3-1 definitivo - per chiudere il match e non regalarsi inutili affanni finali. Sdognata la parola scudetto («un sogno visto il nostro monte ingaggi e il nostro fatturato rispetto alle avversarie, ma spesso i sogni si avverano», così il condottiero toscano prima del match), gli stimoli lanciati da Sarri dovevano servire a sbloccare una squadra sempre propositiva - anche se più prevedibile per gli avversari - che dopo la serie incredibile di otto successi di fila si era improvvisamente fermata. In una sera la truppa partenopea ritrova i gol (tre), il suo bomber Higuain al secondo sigillo di fila (rete numero 26, tanto per rispondere a distanza allo scatenato Cristiano Ronaldo nella corsa alla Scarpa d'Oro europea, una traversa e un bis sfiorato di pochissimo) e certezze che sembravano svanite. Insomma, una risposta importante anche alla serata di Firenze che aveva lasciato non pochi interrogativi sul futuro degli azzurri in campionato.

Pronti, via, la botta di Rigoni gentile regalo del Napoli. Ma la truppa di Sarri si è subito ripresa: il pareggio di Higuain, sempre più vicino al suo record personale di reti in una stagione (le 27 del 2009-10 al Real Madrid), un costante assedio alla porta di Bizzarri fino alla zuccata di Chiriches sui titoli di coda del primo tempo. Il rumeno ha così riscattato l'errore di inizio partita, consegnando un meritato vantaggio ai partenopei. Una squadra rigenerata, più sicura dei suoi mezzi, nonostante che Maran cambi pelle al suo Chievo più volte nel corso della partita. Ma quando Bizzarri devia sulla traversa il tiro a botta sicura di Higuain, si capisce che il capolinea del match è vicino. E Callejon si prende la sua soddisfazione personale, sfruttando di piatto il preciso cross di Allan.

Il Napoli manda così un messaggio preciso al campionato, riavviando il suo cammino con tre punti che «blindano» il terzo posto dopo il ko della Fiorentina e il secondo dal ritorno imperioso della Roma, ma soprattutto che permettono di agganciare per qualche ora i rivali bianconeri, chiamati oggi a rispondere.