«Ci sentiremo prima di ogni convocazione»

MilanoPer un attimo i cinque assenti, Rafa Benitez, Rudi Garcia, Roberto Mancini, Maurizio Sarri e Zdenek Zeman, hanno fatto più “rumore” dei 15 allenatori presenti in Lega per l'incontro con Antonio Conte. Forse ci si è lasciati suggestionare un po' dal commento di Carlo Tavecchio, andato via in anticipo per un appuntamento al Coni: «Chi non viene ha sempre torto». Roberto Mancini si è fatto rappresentare dal suo vice Giulio Nuciari, mentre Benitez è stato l'unico dei 5 a non avvisare nemmeno con una telefonata. Sarri, il tecnico dell'Empoli, aveva già incontrato qualche giorno fa il ct, mentre a rappresentare Rudi Garcia c'era Claude Fichaux, il suo assistente. «Le parole di Tavecchio sugli assenti? Magari oggi ognuno avrà avuto i suoi motivi, io sicuramente non ho torto...», la risposta di Vincenzo Montella. «Non giudico chi non c'era, noi come Udinese abbiamo fatto di tutto per esserci, anche a costo di saltare un allenamento e non c'è nessun nostro giocatore in Nazionale», è invece stato quello di Andrea Stramaccioni, uno dei primi ad arrivare in mattinata.

Al di là di assenti e presenti, l'incontro con Conte è stato promosso: «È stato un discorso molto franco e costruttivo, si va verso un'istituzionalizzazione dei rapporti tra ct e allenatori prima delle convocazioni per conoscere stato psicofisico e ambientale dei convocati. Si vocifera che Conte possa dare le dimissioni? Ma va, la sua posizione è molto solida, chi dice queste cose?». Tutti i tecnici che si sono fermati a parlare con i giornalisti, all'uscita, si sono detti soddisfatti della “convocazione” di Conte. «C'è disponibilità totale di tutti gli allenatori, il ct ha fatto una bella cosa. Più italiani nelle squadre di club? Sarebbe difficile fare richieste del genere, quello è un discorso più ampio che riguarda la federazione. L'importante è che ci sia maggior disponibilità da parte di tutti nel rapporto tra allenatori e commissario tecnico», ha dichiarato Gian Piero Gasperini. Così Montella: «Gli stage? Su questo, non sono i tecnici a dover decidere. Sono le società a essere proprietarie dei calciatori. Per il resto, c'è stato uno scambio di opinioni, con massima disponibilità da parte di tutti. Ogni relazione porta idee e sicuramente dalle idee nascono le cose migliori». Sulla stessa linea anche Stramaccioni: «L'incontro è stato altamente produttivo perché sincero e ogni allenatore ha portato il suo contributo al ct. Questo incontro pone le basi per un dialogo con la Nazionale e sulle sorti del nostro sistema calcio. Sono pienamente d'accordo con quanto proposto da Conte, che ritengo un allenatore all'avanguardia. Qualche federazione, in termini di rapporti con i club, fa meglio di altre, ma credo che in questo l'Italia sia al passo. Stage? Non sta a noi stabilire una cosa del genere: i giocatori non sono i nostri, noi possiamo solo allenarli. Ci vorrà un incontro anche con le società».

E sulla candidatura di Roma all'Olimpiade del 2024, Stramaccioni (nato nella Capitale, a San Giovanni) ha concluso: «Questa è una tematica non solo sportiva, ma un fenomeno nazionale con connotazione non solo politica. Il giudizio sportivo è favorevole, ma non esclusivo».