Ciclismo: a Liegi trionfa Martin, Italia sempre a digiuno

Il talento irlandese davanti alla coppia spagnola Rodriguez e Valverde. Azzurri a secco da cinque anni nelle corse monumento. Stavolta buoni piazzamenti per Scarponi e Gasparotto, 5° e 6°

Niente da fare per l'Italia: chiudiamo il ciclo delle classiche nordiche ancora in bianco.

Anche la Liegi-Bastogne-Liegi, la madre di tutte le corse (pure la nonna, essendo la più antica) ci sfugge nel solito modo: buoni piazzamenti, quinto Scarponi e sesto Gasparotto, ma niente di più. E' digiuno continuo: non vinciamo una corsa monumento dal 2008, dal giorno in cui Cunego trionfò nel Giro di Lombardia. La speranza, ora, è che Nibali riesca a risollevare le sorti nel Giro d'Italia, che parte fra due sabati da Napoli.

Intanto, la superclassica delle Ardenne, da Liegi a Bastogne e ritorno, va ad un talento irlandese, nel segno della mondializzazione esasperata: erede del glorioso Stephen Roche, è Daniel Martin a staccare tutti sull'ultima ascesa di Ans e a vincere da solo, con pochi metri di vantaggio su Rodriguez e su Valverde (quest'ultimo ancora più staccato).

Oltre agli italiani, battutissimo di giornata anche il campione di casa, il belga iridato Gilbert.