Il City ferma il Liverpool E Sannino rialza il Watford

La Premier league non è la serie B e allora in Inghilterra il “boxing day” fa il pieno di pubblico. L'Arsenal si aggiudica uno dei tanti derby londinesi, in casa del West Ham per 3-1 con doppietta di Walcott e gol di Podolski. Tiene a 2 punti il Chelsea di Mourinho, sparagnino come nella prima stagione interista, 1-0 ai gallesi dello Swansea firmato dal belga Hazard che piaceva proprio al ds nerazzurro Branca. Il Manchester City ferma sul 2-1 il Liverpool, dal '90 senza scudetto: al vantaggio dell'ex interista Coutinho rispondono il difensore Kompany e lo spagnolo Negredo prima dell'intervallo.
L'Everton cade a Sunderland, il Tottenham si fa imporre l'1-1, mentre lo United riprende l'inseguimento alla zona Champions recuperando 2 gol sul campo dell'Hull. Ringrazia Rooney, assist e 150ª rete nella serie A britannica.
In cadetteria, invece, arriva il primo successo per il Watford di Beppe Sannino, 4-0 al Millwall. L'allenatore esonerato dal Chievo guida una pattuglia di 6 italiani, al centro della difesa impiega Angella, in fascia l'ex romanista Cassetti, mentre in avanti spicca Forestieri, autore del raddoppio: restano in panchina il trequartista azzurrino Battocchio e il mancino Fabbrini; infortunato Faraoni, esterno pure ex Udinese.
La terza società nelle mani della famiglia Pozzo spera sempre nella promozione, sfuggita a primavera ai rigori, con Zola in panchina, dimissionario a metà mese. Il Granada in Spagna è 10°, l'Udinese (8ª) vive la peggiore stagione del quadriennio con Guidolin, il Watford è metà classifica ma insegue la gloria toccata con la rockstar Elton John alla presidenza e i 27 gol di Luther Blissett, fallimentare al Milan di Giussy Farina: 30 anni fa fu secondo alle spalle proprio del Liverpool, ora la risalita è affidata al ds Gianluca Nani, ex Brescia. Lo staff di Sannino è completato dall'ex portiere De Toffol e dai collaboratori Cusatis, Troise e Sebastiani.
«La società è vicina a Londra - spiega il patron bianconero Giampaolo Pozzo -, la Premier league affascina e il business là è davvero molto sviluppato, perciò siamo presenti nei paesi dove il calcio conta e risulta emancipato. Gli affari si fanno dove ci sono opportunità, avevamo bisogno di questo interscambio per gestire buoni talenti: serve lo spazio per lanciarli, altrimenti neanche si prendono».