Il closing c'è ma slitta a fine febbraio

Ritardo per problemi burocratici però il fondo cinese versa altri 100 milioni a garanzia

Slitterà a fine febbraio il closing del Milan. È questo l'esito del vertice tenutosi ieri nella sede di Fininvest tra i manager della holding della famiglia Berlusconi e i rappresentanti del fondo cinese interessato all'acquisto della maggioranza azionaria del club rossonero. Formalmente la richiesta non è stata ancora avanzata ma se n'è parlato in modo approfondito così da suggerire, al di là di una nota siglata dagli uffici stampa molto generica ma di segno positivo, di renderla pubblica nel corso della prossima settimana quando le parti torneranno a incontrarsi. Naturalmente in cambio di questo rinvio di quasi due mesi e mezzo, in modo da aggirare gli eventuali ritardi delle autorizzazioni, per rendere ancora più credibile la posizione del fondo, è stata offerta dai cinesi la disponibilità a versare la somma di 100 milioni che aggiunti ai precedenti 100 costituiranno una caparra da ritirare in caso di mancato accordo e una ricca anticipazione nel caso positivo di conclusione dell'affare.

Questo rinvio, sul piano operativo, consentirà al Milan di Silvio Berlusconi e al suo braccio operativo Adriano Galliani di gestire in prima persona il prossimo mercato di gennaio oltre che lo scoglio del rinnovo contrattuale di Donnarumma (Fassone deve aver colto le difficoltà nel caso avesse gestito lui la patata bollente) secondo lo schema preparato dal presidente e realizzato negli ultimi anni. Cioè gli eventuali rinforzi destinati a Montella avranno le note caratteristiche: giovani, preferibilmente italiani, valorizzando il settore giovanile (da recuperare a gennaio il difensore Calabria).

La proroga non sarà un semplice rinvio quindi ma diventerà un vero e proprio contratto, in forma e contenuti diversi da quello sottoscritto il 5 agosto in Sardegna. E dovrà comprendere anche, nel dettaglio, gli accordi sulle spese che saranno affrontate nei prossimi due mesi e mezzo. Tra l'altro il bilancio societario, in chiusura al 31 dicembre, dovrebbe essere licenziato con una perdita secca che si aggirerebbe intorno ai 60 milioni. Anche questa è materia da negoziare nella prossima settimana. Nel corso del vertice di ieri, ecco la seconda golosa novità, i rappresentanti di Sine Europe hanno anche esibito l'identità di alcuni investitori, iniziativa questa che ha sicuramente avuto un impatto positivo nei confronti dei manager di Fininvest. Infine Doha. Come accarezzato dallo stesso presidente Silvio Berlusconi, sarà lui stesso «a fare un salto a Doha», con i pieni poteri di presidente e azionista, per assistere alla finale di supercoppa d'Italia che si disputerà il 23 dicembre prossimo contro la Juve.