Le colpe non sono solo di Frank

D ue mesi e mezzo di tempo non sono stati sufficienti per impadronirsi di Appiano, costruire uno schema di calcio e scegliere gli interpreti più affidabili. E il tempo sta per scadere. Sono queste le colpe specifiche da mettere sul conto di Frank De Boer, catapultato da un altro calcio, con un'altra lingua e una ridottissima conoscenza del campionato. Non ha trovato ancora il sistema di gioco più adatto: è partito con un 4-3-3 classico, l'ha modificato al cospetto della Juve, è tornato indietro ieri a Bergamo anche per necessità.

È partito convinto d'affidare le chiavi del gioco a Banega, poi s'è fatto incantare da Joao Mario, da qualche giorno ha lasciato l'argentino in panchina senza riuscire a trovare nel portoghese la password capace d'innescare Icardi, rimasto anche ieri a digiuno di assist e cross. Giovedì sera, in Europa league, l'Inter ha ricacciato indietro le streghe di una precoce eliminazione grazie a una prodezza balistica di Candreva, stesso svolgimento ieri a Bergamo con quella micidiale punizione di Eder. Numeri isolati. Altro inquietante deficit: l'Inter ha sempre avuto bisogno d'incassare un cazzotto sul muso per reagire, segno di superficialità o immaturità, decidete voi. Un tempo da gazzella e uno da leone insomma.

Qui finiscono le responsabilità del tecnico e cominciano quelle del gruppo squadra allestita inseguendo i suggerimenti di Kia, l'agente, più che i consigli di Ausilio. È vero, sui fianchi della difesa, la fragilità del fortino è nota e il mercato, sontuoso, ha cementato solo l'argine destro con Ansaldi, ma il numero dei gol subiti (12) può e deve chiamare sul banco degli accusati anche il centrocampo che non ha trovato ancora il suo leader né la sua fonte di gioco. Pensare di risollevare classifica e squadra con un cambio di tecnico può diventare l'ennesimo inganno. Significherebbe ricominciare da capo. Ma se proprio cinesi e Thohir dovessero congedare De Boer sarebbe il caso di affidare le chiavi di Appiano a un esperto navigatore dei nostri burrascosi mari. La società, invece di puntellare la panchina specie agli occhi dei calciatori, ha fatto sapere di aver proposto l'ingresso nello staff tecnico di Beppe Baresi, proposta respinta dall'olandese.

Commenti

COSIMODEBARI

Lun, 24/10/2016 - 09:42

Il suggerimento su chi deve subentrare subito all'Olandese lo l'ha dato proprio De Boer dicendo no alla società allìingresso di Beppe Baresi. A questa squadra oggi serve, secondo me e nonostante i limiti tecnici individuali che hanno alcuni calciatori in chiave difensiva (Murillo, Nagatomo, Dagostino e Santon) ed altri in chiave centrocampo (Melo, Kondo, Brozovic), proprio Beppe Baresi. Poca spesa e molta resa, ricordando l'Inter di Heriberto Herrera sostituito da un anonimo mister fatto e tenuto in casa, Gianni Invernizzi. Portò l'Inter, dalla ottava giornata, dove galleggiava ai margini della retrocessione, alla conquista dello scudetto con 7 punti di vantaggio sulla seconda, inanellando 23 risultati utili consecutivi. Sfiorò di un soffio persino la conquista della allora Coppa dei Campioni. Insomma con poca spesa, tanta resa. Ed il clacio spessissimo è sempre fatto dallo spogliatoi, oggi come ieri.