Un colpo di vento e la coppia è già scoppiata

U n colpo di vento forte. Triestino. Come Petagna, un cognome che sembra una beffa. Per gli amici che lo sfottono è Pignatone, come lo chiamò, equivocando, Silvio Berlusconi confondendolo con un magistrato, uno dei mille, che seguiva le sue vicende. Petagna è il vento che scompiglia la testa della classifica, la Juventus va con i tangheri argentini, il Napoli si ferma a Bergamo, scende ma non abbandona, la Champions league facile facile con i portoghesi del Benfica è come un fado, un destino cinico e baro in campionato, l'Atalanta smazza le carte, la coppia destinata a gestire la grana scudetto, si divide, la separazione è casuale, improvvisa, impreparata.

Sarri, stavolta, non si lamenta dell'arbitro ma del calendario carico di impegni, Allegri prende su e porta a casa tre gol e tre punti, per un'ora la sua Juventus era stata noiosa e annoiata, poi i due là davanti hanno provveduto a destarla dal giochino senza ritmo, anche perché il trio Khedira-Hernanes-Pjanic ha l'effetto di una dose industriale di tranquillante, per fortuna Dybala e Higuain hanno l'argento vivo addosso. Cosa che è venuto a mancare al Napoli, chiamato a rispondere subito al passo juventino, conoscendone appunto il risultato di Empoli.

Petagna, dunque, il resto è stato un sogno mai realizzato, una rincorsa sul prato di Bergamo, rischiando anche l'osso del collo perché l'Atalanta avrebbe meritato di rendere più pesante il risultato. La coppia scoppia, allora, arrivati al primo bivio, alla vigilia della sosta delle qualificazioni mondiali, Juventus e Napoli imboccano strade diverse, anzi opposte, la forbice del vantaggio minimo, un punto, si apre di colpo e chiude poi, come una cesoia, le intenzioni partenopee da ieri sera a quattro di distacco.

Prevedo che qualcuno dirà a scriverà che il campionato è già finito, il sesto scudetto consecutivo già assegnato, non soltanto a prescindere. Meglio sarebbe la corsia di marcia lenta anche se la Juventus dimostra di essere più perfida di quello che solitamente era capace di mostrare. Non è più avvolgente e coinvolgente come in questi ultimi cinque anni, è un serpente silenzioso e velenoso, morde improvvisamente quando sembra dormire, così al sole caldo di Empoli. La sosta servirà, comunque, ad Allegri per verificare le condizioni di Marchisio che proverà con la squadra Primavera: il ginocchio del centrocampista ha dato finora buone risposte ma è necessario l'urto vero, il test dell'alce per capire se il ragazzo è completamente recuperato per la Juventus e per la nazionale di Ventura. Il quale Ventura è il primo ad essere convocato per il test di cui sopra, c'è la Spagna allo Stadium. Più che un'alce è un toro.