il commento 2

Vivere di ricordi può far male. Voglio dire la Germania, Dortmund, il Borussia e tutto quello che ci sta in quella terra, in quella città, in quello stadio e in quella squadra. La Juventus stasera deve guardare avanti e basta, sapendo di avere un vantaggio nei numeri ma questo non conta quando incomincia un'altra partita. La coppa può diventare la trappola dei sogni e dei progetti così come la svolta per una stagione di lancio definitivo. I quattordici punti di vantaggio sulla Roma costituiscono il tranquillante vitaminico, ma in Europa servono fortuna, determinazione, gioco, condizione fisica, tutta roba che di solito appartiene alla scuola tedesca e che stasera dovrà riguardare gli uomini di Allegri. L'assenza di Pirlo non può e non deve rappresentare un alibi, le soluzioni tattiche vanno mutate in corso d'opera e Allegri ha già dimostrato di sapere come fare. Prevedibile l'assalto della squadra di Klopp che non è tipo da mezze misure, il Borussia di Dortmund galleggia in Bundesliga, è stato sconfitto 11 volte, ha segnato 31 gol e altrettanti li ha subìti ma ha le voglie europee e la Juventus sa benissimo che non basterà controllare il gioco, con il rischio di subirlo. Per ottenere questo la linea di mezzo dovrà leggere la partita, supportando la fase difensiva e offrendo ai due attaccanti l'alternativa di azione. Questo significa che Marchisio e Vidal prima di tutti, con l'aggiunta di Lichsteiner, saranno chiamati alla massima vigilanza e a una disciplina che spesso viene dimenticata. Anche Pogba viene chiamato a questo compito, il francese non sta benissimo ma sappia che a livello internazionale il suo ruolo, non soltanto tattico, è quello di rendere facili le situazioni difficili e non viceversa, come gli accade ogni tanto, per narcisismo. Il recupero di Barzagli è tale sul piano fisico e psicologico, va considerato che la lunga assenza non permette ancora a un difensore che ha quella corporatura e quel passo di essere al cento per cento.

La Juventus non può e non deve fare calcoli da ufficio del catasto anche se, inconsciamente, a questo si sarebbe portati. E' il Borussia a dover ribaltare il risultato, finora ha perso due sole volte, all'andata a Torino e a Londra contro l'Arsenal. Novanta minuti, sempre che siano sufficienti, diranno la verità e per la Juventus non si tratta solo di una questione di orgoglio e di qualificazione. Ci sono soldi pesanti che servono come l'acqua nel deserto per un club che evita di soddisfare la pancia dei tifosi preferendo sistemare vecchie pendenze e nuovi impegni. La Champions league a questo risponde, il resto è letteratura che appartiene al passato.