Il Mancio vincente scommessa di Thohir

Completato il mosaico Mancini e i suoi non potranno esibire alcuna scusa: devono vincere

Il calciomercato ha le sue regole e le sue cifre. Spesso diventano motivo di acceso dibattito e segnano le fortune di dirigenti, tecnici e diretti interessati. Prendete il caso di Salah e Jovetic che stanno per cambiare (ufficialmente) maglia e per dare spessore alle speranze e alle ambizioni di Roma e Inter. Uno, l'egiziano, dopo un pirotecnico semestre in viola, ha preferito tagliare la corda e al culmine di un litigio con i Della Valle che avrà ripercussioni in sede legale, ha scelto la Roma. 20 milioni (per il riscatto obbligatorio) più 2 per per il prestito oneroso: ecco i termini dell'affare trattato con il Chelsea, una formula in voga da qualche tempo per rinviare negli anni il pagamento della cifra più cospicua, insomma acquistare con la promessa "pagherò".

L'altro, Jovetic, montenegrino che fece sognare Firenze, è stato accolto dall'entusiasmo di Mancini e del popolo interista, è costato molto meno: 12 milioni per riscattarlo, 3 milioni per il prestito biennale, il che significa sborsare nel 2018 la rata più consistente. La differenza è scritta nella recentissima rispettiva carriera: Salah, proveniente da Londra, ha fatto girare la testa, per velocità e imprevedibilità a mezza serie A, Jovetic è reduce da due stagioni con luci e ombre, e tante assenze dedicate al recupero da infortuni muscolari, troppi per ottenere fiducia dal Manchester City. Sabatini, prima di firmare l'intesa, dovrà procedere a qualche cessione per non finire in rosso nella contabilità del club: Gervinho, Destro e Doumbia sono sempre con Garcia e questo rende ancora più plausibile la necessità di cedere Romagnoli. Ma questo è un discorso che non arriva ai tifosi. Piuttosto quello che riscalda il cuore è la determinazione del presidente Thohir nell'accontentare in ogni suo desiderio Roberto Mancini. Perisic e Felipe Melo dovrebbero diventare i prossimi affari conclusi da Ausilio, il ds alle prese anche lui con l'imperativo categorico di liberare alcuni armadietti di Appiano Gentile per riparare al disavanzo in bilancio.

A questo punto, completato il mosaico, proprio Mancini e i suoi non potranno esibire alcuna scusa, nessuna spiegazione sarà presa in esame. Devono vincere. L'Inter è da scudetto, come ha ripetuto anche ieri il tecnico dopo aver preso tre sberle dal Real Madrid senza riuscire a far gol nelle tre amichevoli consecutive. Già: l'Inter è la prima incaricata nel dare la caccia alla Juve. Altri seguiranno, a stretto giro di acquisti.