il commento 2

La prima volta senza gol all'attivo in stagione, nonostante i 19 tiri verso la porta dell'interista Handanovic. Primato perso a parte, Garcia prende nota che il problema relativo ai cali di concentrazione della sua Roma ravvisato dall'inizio della stagione sembra risolto, ma c'è da fare i conti con quello legato alla scarsa cattiveria in campo e sotto porta. Squadra poco cinica, quindi, ma anche vulnerabile, se è vero che i giallorossi hanno tenuto la porta inviolata (in 14 uscite tra campionato e Champions) solo a Frosinone il 12 settembre scorso. Avvenne lo stesso nella stagione 2009-10 iniziata con Spalletti e finita con Ranieri. Questo duplice aspetto risulta importante in vista del decisivo match di Champions: mercoledì all'Olimpico arriverà il Bayer Leverkusen e solo con una vittoria la Roma potrà ancora sperare nel passaggio del turno.

La prestazione di Milano, tra volume di gioco e occasioni create, non è affatto dispiaciuta al francese (e alla dirigenza), soddisfatto anche per l'atteggiamento tenuto in campo dopo l'espulsione di Pjanic. Ma nel discorso alla squadra a Trigoria alla ripresa degli allenamenti ha ribadito che il ko con l'Inter è stato legato al deficit combattivo. Una critica, quella del tecnico, non rivolta solo agli attaccanti, bensì al gruppo nel suo insieme. Certo, il destinatario più facile da associare alle parole del tecnico sembra essere Dzeko, segnalato molto irritato dal momento no che sta attraversando in zona gol (appena una rete realizzata al netto del mese trascorso in infermeria). Prezioso il suo lavoro in favore della squadra, tra sponde per i compagni e falli subiti per far salire il baricentro del gioco, eppure il bosniaco sa bene che alla fine il suo rendimento non potrà che essere giudicato dalle reti che riuscirà a segnare.

Simile il discorso per Szczesny, anche lui «pizzicato» da Garcia per il gol subito su tiro di Medel («non era mica Neeskens... poteva fare meglio, non ha avuto l'exploit», le parole del tecnico francese). Il portiere a Sky ha lanciato messaggi d'amore all'Arsenal, il club ancora proprietario del suo cartellino: «Non mi nascondo, è ancora quello il mio sogno. Se mi dovessero dare un'occasione deciderei di giocare per loro». Nozze finite con la Roma? Se ne riparlerà a giugno. Intanto mercoledì toccherà ancora al polacco fra i pali, mentre tornerà De Rossi. Dopo la sua prestazione in Germania all'andata, una presenza fondamentale in una serata da dentro o fuori.