il commento 2 Calcio folle tra saggi e finti «top»

di Riccardo Signori

Tranquilli, Luis Garcia è capitato nel Paese giusto. Quasi da dire: il Paese suo. Arriva a Roma e cosa fa sapere, a mezzo stampa? Che, nello spogliatoio, nominerà un consiglio dei saggi. Mon Dieu de la France, anche lui. Non ci bastavano Napolitano, Letta e chissà quanti altri ci hanno riempito di saggi, saggetti, assennati, avveduti, sapienti, savi, e cerchi più o meno magici. Non ci facciamo mancare nulla e ora ci mancava pure il colpo di genio del francese che passerà dagli Essais di Montaigne (sempre di saggi si tratta) alle barzellette di Totti che, ci volete scommettere?, sarà uno degli eletti dello spogliatoio. In fondo, le barzellette nascondono più saggezza delle teorie (anche calcistiche) di certi cervelli fumanti. Rudi Garcia dicono sia fumantino, amante di belle donne, un po' divagante (tre figlie e moglie divorziata) e, a modo suo, con quel vezzo d'antico. La commissione di spogliatoio è antica usanza del pallone: Nereo Rocco la mandò alle stampe ufficialmente come il francese. Altri la gestiscono in modo carbonaro, e quando rispondono sgranano gli occhi: «Nooo! Qui comando io». Poi basta un muso duro per cambiare idea.
Ma, suvvia, l'Italia del pallone è tutta un saggio di barzellette. Vogliamo parlare della Juve che da tre stagioni insegue il grande centravanti e rimbalza da un muro all'altro? Quest'anno Marotta è partito a razzo: non mi scappi. Eppure le trattative gli stanno scivolando via dalle mani come anguille nell'acqua. Sarà imperizia del pescatore o il mercato internazionale non è cosa sua? Così la Juve dei fuochi d'artificio comincia ad aver micce bruciate. Non è sola. Mazzarri arriva all'Inter e tutti scoprono che stravede per Isla. Quando, invece, la Juve non vede l'ora di disfarsene dopo averlo atteso tutta la stagione, complice un brutto infortunio. Sì, vabbé, ma l'Inter che ha esperienza da fuoriclasse sugli infortuni, deve proprio andare a cercarsi i guai? Non è bastata la botta di Botta, appena acquistato?
E che dire del Milan che ci ha sbandierato la corsa ai giovani, almeno 100 già visionati, poi si intrippa per Tevez e non dice no alla vendita di El Shaarawy, che resta uno dei migliori? Come la Juve che ha Marrone del quale tutti parlano bene. Ed, infatti, entra in ogni offerta di mercato. Quel furbo di Cellino lascia che tanti si spolpino intorno a Nainggolan, come fosse un fuoriclasse: ce ne saremmo accorti. C'è da perdere il senso del buon calcio. Che non sempre è da saggi. Povera Italia? Sì, un po'. Forse ha ragione quella invocazione spedita dal Brasile: «Che Cristo ci protegga!». Firmata Prandelli. Una volta tanto ci ha azzeccato.