il commento 2 C'era una volta il West nel silenzio di Madrid Ma in Italia c'è ancora

di Tony Damascelli
Carlo Ancelotti e William Vecchi non erano i soli italiani presenti al "clasico" di Madrid. Allo stadio Santiago Bernabeu del distretto Chamartin, per sessanta secondi, la gente di Spagna ha ascoltato Ennio Morricone e la colonna sonora di C'era una volta il West, un omaggio alla memoria di Adolfo Suarez, l'ex primo ministro scomparso nei giorni scorsi, l'uomo della svolta democratica del dopo Franco. Un minuto di silenzio e di melodia, rarissimi fischi, isolati, spenti dal crescendo della musica dolcissima e dell'emozione profonda. C'era una volta il West nel silenzio di Madrid e c'è sempre il far west nel chiasso dell'Italia, a Giugliano, a Catania e negli altri stadi dove si giochi a football, perché non ci sono sceriffi per i nostri cow boys, si spara, si lanciano pietre, si scagliano bottiglie incendiarie, si fanno esplodere bombe carta, si accendono fumogeni, lo spettacolo che l'Italia riesce ad offrire è questo. Credo che il ministero dell'Interno potrebbe e dovrebbe occuparsi e preoccuparsi anche di questo fenomeno, dico dell'assoluto silenzio, non un minuto ma novanta e più, del silenzio o della rassegnazione delle forze dell'ordine dinanzi alle manifestazioni violente, provocatorie, volgari di ultras e affini. Il calcio è di tutti, quello italiano non è di nessuno. Si strilla, giustamente, al razzismo e si trascurano altri episodi veramente aggressivi, pericolosi, inquietanti. Tre arresti a Giugliano, roba piccola viste le immagini che coinvolgevano dieci, cento delinquenti mentre un paio di carabinieri assistono alla rissa. Lo scenario dello stadio di Madrid, le immagini di Alfonso Suarez sul maxischermo, la musica di Morricone, sembravano e sembrano arrivare da un altro pianeta, da un altro sport. In quei momenti ho pensato a che cosa accadrebbe nel nostro Paese se in un qualunque stadio venisse celebrata la memoria di un personaggio politico e, in suo onore, venisse diffusa la colonna sonora di un film, diretto da un regista straniero (Sergio Leone per gli spagnoli), con la firma di un musicista straniero (Ennio Morricone). Sarebbe meglio nemmeno immaginare il contesto, le reazioni, i commenti, segnalo che per la memoria di Giulio Andreotti furono insulti e fischi volgari. In Spagna, poi, hanno addirittura deciso di avviare una indagine disciplinare nei confronti di Cristiano Ronaldo e di Sergio Ramos per le dichiarazioni, contro l'arbitro e la federazione, rilasciate dopo la partita persa contro il Barcellona («vogliono farci perdere la Liga, è meglio che questo arbitro non si faccia più vedere da noi»). Lo ha deciso il comitato tecnico degli arbitri che ha rimesso la pratica al giudice. La Legge è una, dovunque ma non nel nostro football. Le scene da trivio di questo week end de noantri, nella serie A e a scendere, invece, quelle sì avrebbero bisogno di indagini, anche psichiatriche oltre che penali. Ma non ci sono rigori contestati, soltanto, eventualmente, qualche buu rivolto a Seedorf, nessuna squalifica, il saloon è sempre aperto e pieno di belle persone. Ennio Morricone non ha diritto di cittadinanza tra i cow boys del pallone nostrano. L'inno ideale italiano è il titolo garbato di una canzone di Marco Masini: Vaff... Ovviamente, oggi e domani, si replica.