De Laurentiis e un tesoretto che costa caro

Volete Higuain? Avete i soldi, dunque pagate. Per l'attaccante il Real chiede qualcosa meno di quaranta milioni di euro, cifra al cambio più alta, rispetto a quella di Diego Armando

De Laurentiis Aurelio è un uomo che conosce benissimo l'arte dello spettacolo. Non soltanto per via del suo cognome e della storia, dunque, della grande famiglia di imprenditori cinematografici, ma per quella sua voglia di stupire chi gli si pari dirimpetto, sia un sodale presidente da mandare a spalare il mare, sia un giornalista, messo alla porta in malo modo, sia un alto dirigente del football euromondiale, definito, come minimo, cretino o incapace. De Laurentiis è l'oro del Napoli, ha salvato un club che stava a pezzi, lo ha rifatto grande, di censo e di risultati ma adesso ha deciso di mettersi al centro della scena, cosa che gli piace assai, e di annunciare al mondo intero: ho centoventiquattro milioni e mezzo da spendere, con diligenza ed esperienza.

Da qui la trattativa avviata con il Real Madrid per arrivare a Higuain, argentino come Maradona che Ferlaino pagò miliardi di lire 13. Per Higuain il Real chiede qualcosa meno di quaranta milioni di euro, cifra al cambio più alta, rispetto a quella di Diego Armando.
Perché? Perché De Laurentiis ha sparato di essere in possesso di quel tesoro, da qualcuno definito tesoretto (!?), e dunque il resto della comitiva ha capito di poterne profittare. Volete Higuain, avete i soldi, dunque pagate. Se ci fosse stata una giusta strategia, diligente ed esperta, il Napoli, che conosceva da tempo il destino di Cavani, avrebbe dovuto mettere i denari su un centravanti meno costoso dell'argentino del Real o, comunque, avrebbe definito con Florentino Perez una cifra "normale".

Tra l'altro l'annuncio al popolo di possedere quella cifra sontuosa ci sembra poco elegante, in un momento così critico per le finanze nostrane e per la situazione della stessa città napoletana. De Laurentiis è padrone del proprio denaro e può farne quello che desidera, ci mancherebbe pure, ma un po' di prudenza e di fair play sarebbero state opportune, vista l'aria che tira nel Paese. Ma De Laurentiis non è colpevole, è soltanto uno dei tanti personaggi e interpreti del mondo calcio che spende cifre inaudite e poi si lamenta, che strilla contro il palazzo dei potenti ma usufruisce di agevolazioni bancarie che vengono invece negate a piccoli imprenditori e comuni cittadini. Come si dice a Napoli, il pallone chiagne e fotte.