il commento 2 La domenica più lunga di MilanInter

di Riccardo Signori

Una domenica bestiale che nemmeno il campionato di questa annata bislacca. Milano aspetta di veder spuntare il raggio di sole. Ma poi sarà sole o ancora una catinella d'acqua? Sicuri che sia sole cambiare panca al Milan? Sicuri che sia sole veder Moratti incassare 300 milioni e salutare la compagnia? Erano anni che Milano non si torturava con questi crucci, fuor di quelli che portano i risultati sul campo. L'Inter che cambia allenatore non è mai una novità, semmai una tradizione. Ma l'Inter che cambia padrone fa storia epocale. Il Milan che si incarta sul cambio del tecnico detta il passare del tempo. Non gli era mai capitato di sbandare così vistosamente sul cambio ed anche sulla differenza di idee tra Berlusconi e Galliani. Forse è vero quel che non vien raccontato dai protagonisti, ma dai fatti: Milan e Inter hanno bisogno di svecchiarsi, lasciar la barra a nuove generazioni.
Vero anche che le due storie del calcio milanese hanno una sostanziale diversità: dopo l'incontro di stasera ad Arcore con Galliani e Allegri, Berlusconi deciderà quale sarà l'uomo della panchina. Al massimo commetterà un errore. C'è sempre tempo per cambiare. Nel giro di una settimana, o poco più, Moratti deciderà se vendere l'Inter o no. E qui invece potrebbe commettere una pazzia. Senza più tempo per cambiare.
Le indicazioni di chi ha ascoltato Berlusconi anche ieri portano ad una conferma: Allegri lo avrebbe confidato al suo amico Camplone, il tecnico del Perugia, che lo ha subito spifferato ai giornalisti (sarà che non sia casuale!). Invece Galliani ha dettato una dichiarazione furba, quasi un ritorno ai voleri del Capo: «Non sono per la gavetta, c'è chi brucia le tappe». Si riferiva a Seedorf?
Invece i crucci di Moratti rischiano di essere più dolorosi. In settimana dovrà dire: vendo o non vendo, magari rilanciando l'idea di cedere a rate che agli indonesiani non piace. Trattativa difficile perché i 290 milioni promessi potrebbero perdere appeal e consistenza se toccherà al presidente appianare l'attuale rosso di bilancio. Storia maldestramente gestita nella comunicazione, tanto che tra Tv e web si è aperto una sorta di referendum «pro e contro» l'idea di vendere. I «sì» alla cessione sono in maggioranza: valgono un «no» a Moratti. E francamente è stato ingiusto esporre il presidente a questo voto di piazza. A quanto pare a pollice verso.