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Una notizia annunciata. Qualche giorno fa l’Amministrazione dello Stato ha sospeso il procedimento per l’assegnazione delle 329 agenzie ippiche storiche e dei 210 negozi di gioco ippico per così dire «avanzati» dal Decreto Bersani. Neanche a dirlo la decisione è collegata a una richiesta di chiarimenti da parte della Commissione delle Comunità Europee in merito all’interpretazione di alcuni articoli. «L'Aams si fa riserva di adottare le determinazioni del caso, non appena il predetto organo comunitario farà conoscere le proprie valutazioni», si legge nel comunicato. C’era da aspettarselo. In tempi non sospetti Maurizio Ughi, presidente di Snai SpA, aveva previsto come sarebbero andate le cose in seguito ai «rumor» provenienti da Bruxelles: «Ci voleva poco per capire che il provvedimento, così come era stato redatto, non garantiva né i vecchi né i nuovi assegnatari», aveva dichiarato al nostro giornale.
Ancora più severo il commento di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai: «La mancata pubblicazione del capitolato tecnico non era casuale, voleva pur dire che qualcosa non andava. Condivido appieno la prudente decisione dell’Amministrazione. Sono da rivedere tutti quei punti che avrebbero potuto portare a una nuova impugnazione di fronte alla Corte di Giustizia. Mi riferisco in particolare all’interpretazione sulla distanza dei 200 metri: come va calcolata? Dal punto in cui era presente la vecchia agenzia al momento della concessione o dal punto dove sarà collocata la nuova? Meglio fare le cose con calma. Il rinvio non pregiudica la raccolta delle scommesse ippiche perché le agenzie storiche continueranno la loro attività fino al 31 gennaio 2009. Esistono quindi i tempi tecnici per indire una nuova gara».
Nel corso di un recente convegno il presidente di Assosnai ha aggiunto: «Occorre tutelare chi ha effettuato degli investimenti sulla scorta di precisi accordi. Mica si può dire, guardate che abbiamo scherzato, la concessione scade con due anni di anticipo. L’Amministrazione non è stata impeccabile negli ultimi tempi. Ma non mi sento, allo stesso tempo, di dimenticare quanto ha fatto di positivo negli ultimi anni».
Per la cronaca la vicenda delle 329 agenzie storiche risale al 2001 quando i Monopoli, una volta scaduti i termini, rinnovarono d'ufficio le concessioni senza indire un nuovo bando di gara. Da lì il via alla serie di ricorsi, decreti ed emendamenti che hanno portato alla decisione di promuovere una nuova gara d'appalto. Decisiva una sentenza della Corte di Giustizia Europa che nel 2007 intimò al nostro Governo di mettere a gara quelle concessioni. Con i risultati che conosciamo. Il nuovo provvedimento, oltre a evitare interpretazioni di vario tipo, dovrà anche salvaguardare i concessionari uscenti da un diritto acquisito.

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