L'Inter non vuole perdere Moratti e il passo delle big

Il numero uno: "Thohir si augura che resti presidente? Vedremo..."

nostro inviato ad Appiano Gentile

Non che gli fosse passata la voglia, ma adesso Moratti ha meno fretta e fa un po' di melina solo quando gli chiedono del pressing di Thohir: «Lui mi vuole ancora presidente? Ci rimane del tempo per pensarci».

Gli farebbe un piacere enorme. Solo che vuole che gli si tiri la giacca ancora un po', accetta ma devono insistere, dai, altrimenti lascia perdere, adesso il clima è così sereno, parole sue, che basta poco per rovinare tutto. «Comunque questo conferma che siamo due gruppi che sostengono la società - ha spiegato -, e questa è la cosa principale. Non c'è un gruppo che se ne va e un altro che arriva, questa cosa piace a Thohir e piace anche a me. Se è entusiasta dei risultati della squadra? Sì, sono contenti. Bisogna essere anche pragmatici e aspettare man mano che cosa succede, nel prossimo Cda (data probabile il 30 settembre) affronteremo tutti i problemi, verrà chiarita anche l'evoluzione societaria, senza dubbio. Poi succede quello che succede».
L'ultima battuta lascia un po' lì ma intanto l'Inter va e non saranno Fiorentina, Cagliari e Roma a dire se è una squadra da scudetto: «Ma no, è talmente presto e sono solo le prime partite - ha risposto Moratti -. Siamo contenti, siamo partiti bene, l'allenatore ha confermato le sue qualità come i giocatori, bravissimi, che lo stanno seguendo prendendosi le loro responsabilità. Poi è chiaro che speriamo di crescere sempre».

Da Giakarta si è fatto vivo anche Erick Thohir «Il mio arrivo all'Inter non danneggia lo stato del club - ha risposto ai giornalisti che lo attendevano davanti all'Hotel Royal Kuningan -. La trattativa sta andando bene, è ancora in corso, ma ci vuole tempo. La società ha una base e voglio aiutare il club a crescere. Moratti è stato fondamentale in questi anni per questa squadra. Ciò che è stato costruito da lui e dalla sua famiglia è qualcosa di incredibile. Voglio aiutarlo a farla crescere, a fare in modo che si sviluppi». Ha anche aggiunto che gli piacerebbe che i giovani indonesiani vestissero la maglia nerazzurra, e qui un po' ha gettato il panico per poi correggersi subito: «Ma non sarà giocando all'estero che i giovani dimostreranno quello che valgono. Ci sono degli altri criteri, hanno criteri propri, però se le cose non vanno non mi biasimate, non è colpa mia». Traduzione pessima, comunque meglio se non si correggeva.

E adesso la Fiorentina, perchè magari non dirà dove può arrivare l'Inter ma con altri tre punti Mazzarri sale e la vista migliora: «Montella? Quando lo allenavo (alla Sampdoria, ndr) avevo già capito che aveva un bel caratterino, magari aveva un ginocchio gonfio ma voleva giocare ugualmente. La sua Fiorentina fa un calcio completamente differente da ogni altra squadra che abbiano affrontato, quindi è un nuovo esame. Come me la caverò? Fin che è possibile cercherò di cambiare poco, non vedo perché dovrei farlo quando la macchina sta andando al massimo. Poi finirà il girone d'andata e si potranno tirare certe somme, dopo 19 partite e dopo averle incontrate tutte. Ci saranno delle valutazioni, ora non avrebbe senso. Io non faccio il calcio della guerra, con undici titolari e poi le riserve, ci sarà alternanza tutto l'anno e chi è adesso in panchina toglierà il posto a uno che gioca».

Una cosa è certa, l'Inter ha stupito anche lui. Mazzarri deve muoversi senza spaccare qualcosa, è ancora tutto così precario, il suo compito adesso è non fare danni, così quando gli chiedono come mai Belfodil e Icardi non hanno spazio, lui ride, ride e poi saluta.