Contador grande vecchio nel Giro dei «ragazzini»

AbetoneSe le premesse sono queste, ne vedremo delle belle. Se basta una tappa tutta su e giù davanti alle Cinque Terre per far saltare il banco e ieri una salita normalissima come l'Abetone per mandare a casa con le ossa rotte tanti protagonisti, allora quando il Giro salirà per davvero, lo spettacolo è assicurato.

Dopo il pupo Davide Formolo, ieri è stata la volta di un altro ragazzino, un corridore sloveno di soli 23 anni, che di nome fa Jan Polanc. Il corridore della Lampre-Merida diretta da Beppe Saronni, vince la quinta tappa del Giro d'Italia da La Spezia all'Abetone, primo arrivo in salita di questa edizione. Lo sloveno stacca i quattro compagni di fuga proprio sulla salita finale e va a prendersi la prima vittoria da professionista in carriera, con 1'31'' su Chavanel.

Ma come capita spesso nei Grandi Giri, ci sono gare nelle gare. C'è chi va a caccia della vittoria di tappa e chi invece getta le basi per puntare al bersaglio grosso: la maglia rosa. Così, alle spalle del giovane corridore sloveno si scatena una bellissima lotta fatta di scatti e controscatti tra i grandi pretendenti al Giro: Contador, Aru e Porte. In verità a Sanremo i grandi favoriti erano quattro, ma il colombiano Rigoberto Uran, dopo aver perso una quarantina di secondi l'altro ieri a Sestri Levante, anche ieri ha lasciato per strada una ventina di secondi. Insomma, ha perso nuovamente le ruote di Fabio Aru che è arrivato terzo, Alberto Contador quarto e Richie Porte quinto. Ora lo spagnolo di Pinto è la nuova maglia rosa, ma il sardo dell'Astana è a soli 2''; Porte terzo a 20".

La corsa è vissuta su uno spartito semplice e scontato. Cinque gli uomini all'attacco, fin dalle prime battute. Dopo soli 16 km vanno all'attacco Sylvain Chavanel, Domont, Tvetcov, Dillier e Polanc, i quali arrivano ai piedi dell'Abetone con 6'25'' di vantaggio sul gruppo, dopo aver accumulato un vantaggio anche di 11'. Sulle rampe dell'ultima salita la corsa si infiamma. Iniziano gli scatti nel gruppetto di fuga. Ne fanno le spese Tvetcov e Domont, mentre Polanc prende il largo sulla coppia Chavanel-Dillier e vola solo verso il traguardo. Ma anche alle loro spalle non stanno a guardarsi. Contador attacca ai -5,5 dalla vetta. Lo spagnolo scatta, Aru e Porte ricuciono, poi il sardo rilancia l'azione, prima di essere raggiunto dal compagno di squadra Landa.

«Questo è solo l'aperitivo», dice soddisfatto Contador subito dopo aver tagliato il traguardo. «Sono contento, per come ho risposto ad Alberto e abbiamo corso. Oggi c'è stata battaglia vera e penso che i tanti appassionati che sono accorsi qui sull'Abetone si siano divertiti». Il boato che ha accompagnato le parole di Fabio Aru ne hanno sancito il gradimento.

Arrivo - 1. Jan POLANC (Slo, Lampre-Merida) 152 km in 4.09'18''; 2. Chavanel (Fra) a 1'31''; 3. Aru (Ita) a 1'31''; 4. Contador (Spa) a 1'31''; 5. Porte (Aus) a 1'31''; 6. Landa (Spa) a 1'44''; 7. Cataldo (Ita) a 1'53''; 8. Trofimov (Rus); 9. Caruso (Ita); 10. Atapuma (Col)'; 11 Cunego; 17 Uran (Col) a 1'59"; 21. Visconti a 2'15"; 24. Pirazzi a 2'28"; 26. Formolo a 2'32"; 27. Rosa.

Classifica generale - 1. Alberto CONTADOR (Spa, Tinkoff) in 16.05'54"; 2. Aru (Ita) a 2''; 3. Porte (Aus) a 20''; 4. Kreuziger (R.Cec) a 22''; 5. Cataldo (Ita) a 28''; 6. Chaves (Col) a 37''; 7. Visconti (Ita) a 56''; 8. Landa (Spa) a 1'01''; 9. Formolo (Ita) a 1'15''; 10. Amador (C.Rica) a 1'18''; 11. D. Caruso a 1'22"; 12. Uran (Col); 17. Cunego a 2'12"; 24. Rosa a 3'31"; 26. Tiralongo a 4'46".