Conte dà la caccia all'11 e incassa il «sì» di Pirlo

Torino Posata la prima pietra del 2014, battendo nettamente la Roma e non una squadretta qualsiasi, la Juventus scende in campo oggi a Cagliari con in testa ben chiara l'idea di evitare cali di tensione. Mica per altro, ma storicamente le squadre di Conte vivono gennaio come un mese non del tutto propizio: 1,67 punti di media, pressoché nulla rispetto al resto della stagione e ad altri periodi dell'anno. Basta poi fare un passo indietro al campionato scorso per conferma: ko casalingo contro la Samp - partita assurda, persa pur dopo essere andata in vantaggio e trovandosi in superiorità numerica -, pareggi contro Parma e Genoa e tre punti solo contro l'Udinese. Risultato: il Napoli, partito da meno otto, si avvicinò a tre sole lunghezze e qualche patema Buffon e compagni lo ebbero davvero. Poi le cose si aggiustarono e finì in trionfo, con nove vittorie in fila e il secondo scudetto consecutivo. Vista la bulimia di Conte, certi buchi neri andranno evitati a cominciare dall'odierna trasferta in un Sant'Elia al solito in formato scandalosamente ridotto: vincere l'undicesima di fila significherebbe stabilire il nuovo primato assoluto della storia bianconera - risalente alla stagione 1931/32, con Carcano in panchina - ed eguagliare la Roma di Spalletti targata 2005/06 lanciandosi poi verso i 17 successi di fila dell'Inter manciniana della stagione successiva. Dettagli, forse. O forse no, perché Conte ci ha preso gusto anche ad aggiornare il libro dei guinness: «Vogliamo scrivere un'altra pagina di storia e superare la Juve del quinquennio: i record sono fatti per essere battuti. Quest'anno ci siamo superati, facendo meglio delle nove vittorie consecutive dell'anno scorso, quando proprio il Cagliari (a scudetto già vinto, ndr) ci impose l'alt. I record però sono fine a se stessi: raggiungere il traguardo finale è più importante di qualsiasi primato».
Appunto. Archiviare il successo contro la Roma è stato il primo input dato ai suoi giocatori fin da martedì: «Quella vittoria è stata cestinata. Dobbiamo buttarci anima e corpo sul match contro il Cagliari, dando continuità a quanto fatto finora. Loro sono un'ottima squadra, con un reparto offensivo praticamente unico tra le squadre che lottano per la salvezza». Dal canto suo la Juve dovrà rinunciare allo squalificato Barzagli e si affiderà a Caceres. Per il resto, non ci si allontana da Tevez e Llorente in attacco, mentre a centrocampo Pogba potrebbe essere ancora preferito a Marchisio e completare il reparto con Vidal e Pirlo. A proposito di questi ultimi due: il cileno si è trovato svaligiata la cassaforte della sua casa sulla collina torinese (150mila euro di danni tra contanti e gioielli), mentre il numero 21 ha detto a Radio 105 che intende «rimanere alla Juve. Incontrerò ancora la società e vedremo cosa fare, ma sono ottimista». Per lui è pronto un biennale (magari con opzione per il terzo anno) a 4 milioni a stagione: «Ho scelto di passare dal Milan alla Juve perché speravo di aprire un ciclo vincente con una società che voleva tornare ad alti livelli. Vincere aiuta a vincere. La Champions? Abbiamo compromesso la qualificazione nelle prime due partite, poi in Turchia è successo quello che non doveva succedere». Ci si riproverà l'anno prossimo, con Pirlo ancora al suo posto. E magari pure con Pepe, tornato finalmente nella lista dei convocati: in attesa del mercato vero (ma Menez pare allontanarsi), Er Chiacchiera potrebbe già essere un bel rinforzo.