Conte fa «fiesta» e mette Ranieri nei guai Alonso e Pedro fanno dimenticare Costa

I due spagnoli «veri» spingono l'ex Leicester dei miracoli in zona retrocessione

Tony Damascelli

Festa spagnola in casa Conte. Diego Costa può partire per la Cina. Il Chelsea non si piega e non si spezza, consolida il primato in Premier League, vince a Leicester, Conte batte Ranieri, Marcos Alonso è lo spagnolo vero, ne segna due, il primo addirittura di destro, Pedro completa la fiesta, la squadra di Abramovich conserva 7 punti di vantaggio sul Tottenham e 8 sull'Arsenal, entrambe in piena corsa di recupero con due vittorie identiche nel risultato (4 a 0), gli Spurs sul West Bromwich Albion e l'Arsenal fuori casa sullo Swansea, mentre si attendono notizie, oggi, dal Liverpool impegnato all'Old Trafford contro il Manchester United di Mourinho.

Riassunto: lo spagnolo falso (brasiliano di nascita), il grande assente ha rotto la vetrina ma l'edificio tiene, le paturnie di Diego Costa non hanno lasciato traccia sul gruppo, ormai maturo della propria leadership. Conte ha chiuso il caso con parole di circostanza: «Diego Costa si è infortunato martedì, ha saltato gli allenamenti e, dunque, è rimasto a casa. Abbiamo giocato senza di lui in coppa contro il Bournemouth e così altre volte. Non vedo il problema».

Il problema esiste, anche se lo stesso Diego ha spedito un messaggio notturno ai suoi sodali «Come on Chelsea», a gasare il morale della comitiva e a lavarsi la coscienza. Altre voci confermano che i cinesi del Tanjin sarebbero pronti a versare novanta milioni al club di Abramovich e trenta al calciatore il quale sarebbe davvero un pazzo se rifiutasse l'offerta. Ma è il modo che ha fatto saltare i fusibili di Conte, il finto malanno alla schiena, le reazioni sgarbate dello stesso calciatore alle indicazioni tattiche dell'allenatore, manifestate in più occasioni. Radio mercato batte i nomi di Morata e Mandzukic ma le richieste di Conte sono più alte, servono anche due esterni e per l'attacco si parla anche di Aubameyang che potrebbe lasciare il Borussia Dortmund. Vittoria comunque senza affanni in casa dei campioni in carica costretti a lasciare in coppa d'Africa mezza squadra e dunque in deficit tecnico, oltre che di classifica. Ora il Leicester rischia anche la retrocessione, la magia è finita e non restano che la Champions e la coppa d'Inghilterra, non male comunque.

Diverso il quadro dei londinesi. A breve termine il Chelsea non corre pericoli, non ha impegni di Champions league e nemmeno di Europa league, la soluzione di Pedro e Hazard in avanti, con il supporto di Willian a Moses, offre qualità e rapidità di azione, mancano la perfidia e i chilogrammi di un attaccante vero, il momento tattico dei blues è analogo a quello attraversato dal Napoli, privato di Higuain e poi di Milik ma ugualmente tenuto in piedi dalla coppia belgospagnola Mertens-Callejon, analoga appunto a Pedro-Hazard. Due giorni di riposo per tutti, poi, martedì, Diego e Antonio si ritroveranno di fronte. Gong.