Conte, il giorno dopo. Ha il leader che voleva

De Rossi ritrovato contro la Finlandia mentre per Thiago Motta solo fischi. L'agente: «Manovra di accerchiamento»

Vincere l'ultima amichevole prima degli Europei non è mai stato per l'Italia sinonimo di torneo fortunato. Nel 1996 in Ungheria arrivò un 2-0 che non portò bene, visto che la truppa di Sacchi uscì al primo turno nella competizione giocata in Inghilterra, sbagliando anche un rigore con Zola; nel 2004 invece la nazionale del Trap travolse 4-0 la Tunisia e sappiamo poi come andò in Portogallo (azzurri fuori dopo il girone tra il biscotto scandinavo e le lacrime di Cassano).

Scaramanzia a parte, Antonio Conte guarda poco a queste statistiche, ma è più interessato ai dati forniti dai suoi collaboratori circa le condizioni fisiche dei 23 azzurri che stasera si imbarcheranno per la Francia e domani inizieranno a lavorare a Montpellier. La notte di Verona ha consegnato al ct, oltre al successo sulla Finlandia e all'abbraccio del pubblico del Bentegodi (completamente esaurito), una squadra in crescita. La difesa che non concede nulla agli avversari - due partite che non subiamo tiri in porta, ma con il Belgio sarà tutto diverso -, il Fantantonio che inizia con la C ma non è Cassano bensì Candreva che produce, assiste e segna, il De Rossi tornato leader e tra i più in forma del gruppo sono i punti positivi, tanti ancora quelli da migliorare (tipo i continui strappi di un gruppo che va spronato e un attacco ancora a secco).

"È un'Italia di grandi uomini, non so dove può arrivare ma basta non avere rimpianti in Francia", il messaggio lanciato da Conte dalla pancia dello stadio scaligero. Di sicuro, dice il ct, i suoi giocatori stanno entrando mani e piedi nella sua idea di calcio. Lo spirito di gruppo c'è, non ci sono primedonne e nemmeno talenti, ma questo può rivelarsi l'arma vincente. I fischi a Thiago Motta, censurati da Conte che ha invitato all'unità attorno alla nazionale, hanno alimentato un piccolo caso con protagonista l'italo-brasiliano, già nel mirino per la polemica sulla maglia numero 10. "Credo che i fischi siano una conseguenza di questo accerchiamento mediatico avvenuto nei suoi confronti in queste ultime due settimane - così il procuratore Alessandro Canovi -. Ricordiamoci che è un giocatore di 33 anni che ha vinto tutto e che ha ancora molto entusiasmo ad andare in Nazionale".

Di sicuro le sue quotazioni sono in ribasso, con un De Rossi così in forma. Ma tra gli azzurri Motta resta un intoccabile, anche se servirà un passo diverso per far girare una squadra fondata su reattività e aggressività. Oggi alle 18 ritrovo della truppa all'aeroporto di Malpensa, alle 21.30 la partenza del volo per Montpellier dove tutto è pronto per ricevere gli azzurri. Che arriveranno quando l'hotel Courtyard, alloggio dell'Italia in Linguadoca, sarà stato ormai completamente "bonificato" dai funzionari della polizia di stato in trasferta. Per la nazionale e i tifosi italiani, comunque, il livello della minaccia è classificato "non sensibile". E il team del ministero dell'Interno italiano incaricato di proteggere gli azzurri nel ritiro - così come previsto dalle regole del paese organizzatore - è composto da un dirigente e due funzionari, in sopralluogo a Montpellier da sabato per verificare le condizioni di sicurezza.