Conte quasi quasi ci ripensa «Magari un giorno torno Ct»

Soffre più dei giocatori, scalcia palloni, bacia moglie e figlia E dice: «Nulla dà le emozioni di questa panchina, per cui...»

nostro inviato a Parigi

Del Bosque perde e lascia («lo decideremo con il presidente della Federazione», sottolinea il ct spagnolo). Conte vince e rilancia. Anche se è conscio che il prossimo ostacolo, la Germania, è il peggiore possibile. «Questi ragazzi mi stupiscono sempre, tirano fuori sempre il meglio, sono contento per loro», così il ct azzurro. Stanco e stravolto, visto che anche ieri ha corso come un forsennato da un lato all'altro della panchina («dopo la partita dobbiamo fare la doccia tutti, comprese le riserve, per quanto viviamo la gara...»), anzi qualche volta addirittura fuori dall'area tecnica. Rischiando persino di finire in anticipo il match dopo aver calciato rabbiosamente un pallone perso da Giaccherini, con tanto di richiamo dell'arbitro Cakir. «Il nostro preparatore mi ha consigliato di mettermi addoso un Gps per vedere quanti chilometri faccio e con che velocità...», scherza Conte. Che alla fine è saltato sulla panchina e ha regalato baci andando ad abbracciare le sue donne, la moglie Elisabetta che disegna un cuore nell'aria e gli urla «ti amo», e la figlia Vittoria. Conscio dell'impresa dei suoi, frutto del lavoro che «dura da oltre un mese... e ora ditemi che è un fallimento...». «Il lavoro nobilita l'uomo, lavoravo molto anche quando ero calciatore e i miei giocatori lo stanno facendo con impegno - sottolinea il ct -. Preparo sempre le gare in maniera dettagliata perché voglio dare a chi gioca le informazioni maggiori possibili sui nostri avversari in modo che vadano in campo con meno preoccupazioni». I 23 sognatori, come li definisce Bonucci citando proprio una frase del ct.

Intanto si gode l'impresa con la Spagna «nazione che ha calciatori di altissimo livello, è un momento florido per il loro calcio, basta guardare quello che stanno facendo i loro club negli ultimi anni». «Non era all'ordine del giorno, non accadeva da più di 20 anni in partite ufficiali, ma ogni tanto è giusto che siamo noi a gioire». Una gioia frutto della partita di quella che è diventata «una squadra, più che una selezione, un gruppo di uomini che ha piacere a stare insieme e che vuole rendere orgoglioso un paese intero». La vittoria migliore di un ct che alla fine dell'Europeo dirà addio all'azzurro («sono un animale da campo come dicono i miei giocatori, ho fatto la mia scelta, ma chissà che un giorno non torni su questa panchina, le emozioni che dà allenare l'Italia non le dà nessuno...») ma per ora pensa alla Germania e agli inevitabili guai di formazione. «Qualcosa inventeremo, se mancheranno De Rossi e Thiago Motta, preparerò una squadra adattata. Ma servirà un'impresa titanica, superstraordinaria, i tedeschi sono la squadra più forte dell'Europeo». Ma l'Italia è pronta a stupire ancora. Con la forza del lavoro.

MDD