Conte: "Le scommesse? Aspetto solo spiegazioni"

Il ct: "Una vicenda dolorosa che va avanti da quattro anni. Ma tutto verrà chiarito. La Juve a Berlino ha sorpreso anche me"

Firenze - Mentre il caldo strangola Firenze in una morsa, a Coverciano l'Italia prepara gli ultimi due impegni stagionali: partita vera con la Croazia, qualificazione a Euro 2016 e amichevole col Portogallo, utile per gli esperimenti in vista della prossima stagione. Il tema caldo - stavolta il meteo non c'entra - riguarda però il coinvolgimento del ct Conte nel processo di Cremona relativo al Calcioscommesse. Si era ipotizzato addirittura un addio dell'ex allenatore della Juventus al viaggio azzurro: «È una vicenda molto molto dolorosa, va avanti da quattro anni… Aspetto con fiducia che venga tutto chiarito, certo che qualcuno un giorno dovrà darmi delle spiegazioni».

Conte durante la conferenza stampa è tornato spesso sul concetto di dolore. Una vicenda che lo ha segnato profondamente: «Non mi ricordo in che periodo, eravamo in federazione, mi sembra però di aver dichiarato che avrei portato avanti il mio mandato senza problemi. Non credo che ogni due mesi io debba ripetere ciò che ho già detto. Sono felice e contento della strada intrapresa. So che è difficile, ma ho voglia di fare e di lavorare, cerchiamo di farlo con i ragazzi nella maniera migliore possibile». Dunque Conte tira dritto sulla rotta verso l'Europeo, a prescindere dagli sviluppi di Cremona. Al suo fianco c'è la Federazione, che l'allenatore ha ringraziato per la vicinanza costante.

C'è stato spazio per parlare anche della Juventus, reduce dalla finale Champions persa col Barcellona, ma protagonista di una buona partita. L'impressione generale è che in Italia, compreso Conte, molti (per non dire tutti) avessero sottovalutato la squadra bianconera in chiave Champions: «Io non ho mai sottovalutato la Juve - ha spiegato il ct azzurro -. Ho lavorato tanti anni a Torino: conosco alla perfezione ambiente, calciatori, dirigenza e proprietà. Di sicuro, però, questa Juve per certi aspetti ha sorpreso anche me: soprattutto pensando al raggiungimento della finale di Champions sono stati accorciati i tempi. È un obiettivo che si pensava di raggiungere in due-tre anni: è stato merito di Allegri, della società e dei giocatori. Da commissario tecnico spero che questo grande risultato serva da stimolo agli altri club».

La notte di Berlino potrebbe portare ai saluti di Pirlo: «Mi auguro che Andrea abbia voglia di continuare. A me non ha comunicato niente. Conoscendolo, ha talmente tanta voglia, entusiasmo e la passione di un ragazzino che non credo che possa pensare di lasciare la Nazionale e di andare via dall'Italia. E' giusto che ci rifletta».

Conte ha ringraziato anche il Presidente della Repubblica che aveva espresso forte apprezzamento nei suoi riguardi: «Le sue parole mi hanno fatto tanto piacere e pure responsabilizzato». Il ct, poi, ha confermato che al di là di alcune indiscrezioni di mercato, nessuno lo ha mai cercato per una panchine di un club: «Io non alleno la Nazionale per cercare una squadra…».

Infine i mal di pancia di Garcia e Montella hanno ricordato quello di Conte nel luglio di un anno fa… «Dico solo una cosa: l'allenatore è il garante tecnico di un progetto perché viene giudicato solo in base ai risultati. E allora capisco Garcia e Montella che hanno chiesto garanzie alle loro società…».

Capitolo infermeria: ieri hanno lasciato Coverciano Zaza e Barzagli: salteranno entrambi le sfide con Croazia e Portogallo. Il centrale della Juve è reduce dalla finale di Champions e da una stagione caratterizzata da un lungo stop per infortunio. La punta del Sassuolo aveva già evidenziato problemi durante lo stage azzurro della settimana scorsa. Convocato Acerbi.

Commenti

COSIMODEBARI

Mar, 09/06/2015 - 15:24

Siamo in molti coloro che aspettano una importante spiegazione dalla figc. Ovvero come può essere il CT della Nazionale italiana un tesserato che ha subito una condanna passata in giudicato (scontata in Italia e pure nel circuito Uefa), per il calcio scommesse? E? vero (oppure è comodo) che dobbiamo essere garantisti, ma per il presente, per le cose in corso di giustizia, non per quelle già tombate dalla giustizia sportiva.