Conte va al risparmio Faraone intristito Il calcio è un'altra cosa

Juve al limite della riserva. Milan, notte sbagliata Si capisce perché in Europa hanno preso schiaffi

L'allenatore della Juventus Antonio Conte durante la partita contro il Milan

Per un'ora abbondante il personaggio più divertente è stato Ironman. Ha salutato, al loro arrivo, tutti i calciatori e questi si sono instupiditi dal primo minuto fino al rigore trasformato da Vidal. Non è stata una partita vera, come Juventus e Milan hanno saputo offrire nei secoli, errori parrocchiali in dosi industriali, ritmo da vecchie glorie, nessuna premessa di una notte magica tra due reduci dalla Champions. Ciò spiega anche perché entrambe abbiano preso complessivamente quattro torte in faccia da Bayern e Barcellona, la qualità è quello che è; fatta eccezione per El Shaarawy, Pirlo e Pogba, il resto della comitiva, almeno ieri sera, ha fatto intendere quale sia il limite del nostro football.
Un rigore ha svegliato dall'ipnosi di Ironman, un episodio improvviso capitato all'unica discesa (o salita?) di Asamoah oltre il confine rossonero, prima e dopo si è visto un calcio modesto, con un numero di imprecisioni eccessive e non giustificabili per professionisti da serie A e pluridecorati.
A forza di riempirci la bocca e le pagine dei giornali di ranking abbiamo dimenticato il sapore del calcio che non sta nei numeri ma nel dribbling, nel colpo di tacco, nella rovesciata, nella combinazione veloce, tutto quello che Juventus e Milan hanno saputo garantire in passato con i loro migliori rappresentanti ormai in esilio o emigrati.
Oggi la crisi delle finanze è un alibi per chi abbocca all'amo, basta dare una controllata alle spese effettuate negli ultimi anni dai due club, comprese le commissioni versate ai procuratori e si capirà che il problema è un altro, anche di competenza.
Comunque la Juventus ha creato in una sola sera due problemi seri al Milan: ha portato a diciotto i punti di vantaggio sui rossoneri, i quali, dunque, si ritrovano addosso, un solo punto sotto, la Fiorentina di Montella, che sente profumo di Champions.
Conte sa che il serbatoio di carburante della sua squadra sta andando verso il livello di riserva, per questo la Juventus ultima gioca con maggiore prudenza agonistica e ha addirittura variato il disegno tattico, con una sola punta e un centrocampista di appoggio. Nonostante questo centra però la sesta vittoria consecutiva: come l'anno scorso piazza in primavera lo scatto tricolore. Allegri, di contro, ha visto salire il Milan con l'arrivo di Balotelli ma lo ha perso, per la stupidata dello stesso, proprio nel momento più delicato. El Shaarawy ha cercato di vestirsi da Ironman, eroe solitario, ma di più non poteva e non può, anzi vedendolo correre e calciare sembra si sia intristito. Mi auguro sia una impressione sbagliata, come sbagliata è stata la notte milanista.
Un rigore all'andata, un rigore al ritorno. Due partite di sola cronaca che non fanno storia.