La Corea pronta ai Giochi del sorriso

Un trionfo di efficienza e igiene, tra toilette robotizzate e mascherine

PyeongChang - Se il buongiorno, anzi l'annyeonghaseyo, si vede dal mattino, saranno Giochi divertenti. Quattro anni fa a Sochi era servita un'intera settimana per capire come muoversi e soprattutto come riuscire a comunicare con la gente del posto, qui in Corea invece tutto è filato liscio fin dal primo istante. Neanche il tempo di scendere dall'aereo e avevo già l'accredito al collo, un lasciapassare universale che strappa sorrisi e stende tappetini rossi verso mezzi di trasporto iperconnessi (free wifi ovunque) diretti alla meta finale, Gangneung. Lì mi aspetta il villaggio olimpico dei media, un alveare con palazzi a venti piani dove giornalisti e fotografi di ogni parte del mondo per due settimane si incroceranno e saluteranno senza vedersi, tutti presi dalla loro missione di raccontare l'evento sportivo per eccellenza.

Non ero mai stata in Corea del Sud e il primo impatto è stato davvero positivo. Al di là dell'efficienza dei volontari (peccano solo un po' nell'inglese), a stupirmi è stata la pulizia, una forma quasi maniacale di prevenzione: i dispenser per lavarsi le mani sono ovunque, così come i cartelli che avvisano dei pericoli del Norovirus, un'epidemia scoppiata nei giorni scorsi in un centro vicino al cuore dell'Olimpiade. Anche le toilette robotizzate sono molto accoglienti, bella notizia per chi nei prossimi giorni lascerà la sua camera al mattino prestissimo e la ritroverà a tarda sera. A proposito delle camere, in stile con le abitudini orientali ad accoglierci non appena si are la porta di ingresso ci sono un bel paio di ciabattine morbide, un invito chiaro a togliersi le scarpe, cosa che solo in pochi, da noi, usano fare entrando in casa altrui.

La raccolta differenziata dei rifiuti è ovunque, non viene nemmeno in mente di buttare la roba a casaccio, e anche al self service gli addetti mettono il cibo nei piatti con le mani guantate e la mascherina sul viso. Igiene maniacale? Sarà, ma quando tanta gente si raduna nello stesso luogo e condivide per ore e ore mezzi pubblici, spazi comuni come le sale stampa e appunto mense dove assaggiare le specialità locali (ogni piatto viene presentato come Korean Food, solo la pizza ai quattro formaggi non ha avuto l'onore della menzione), nessun eccesso è sgradito. Ci aspettano due settimane abbondanti di grandi emozioni, gli sport invernali sono quasi tutti outdoor, guai a chi si ammala, gli atleti dovranno dare il massimo, ma anche noi ormai facciamo parte del gioco e allora giochiamo!