CR7 e la Joya in panca Ma è la vecchia Signora

Allegri elogia la fase difensiva di Cristiano Nessuna novità nel gioco rispetto al passato

Che Juventus è? Madama ha ricominciato esattamente da dove aveva lasciato. Prende a sportellate gli avversari e questi, prima o poi, crollano a terra. Tra titolari e riserve (riserve?) qualcuno che tira fuori un gol lo trova sempre. La qualità non manca e stile vincente non si cambia. Però ora c'è Cristiano Ronaldo e ogni partita si aggiorna il suo ruolino di marcia. Prima partita: zero gol; seconda partita: zero gol. Fa parte del gioco, non è da questi particolari che si giudica un giocatore che, tra l'altro, passa la domenica dopo la partita in palestra a faticare. Più che suo il problema è della Juventus e di Max Allegri. La Juventus che gioca come sempre, come se Ronaldo fosse uno dei tanti è un po' strana. Un anno fa le discussioni sui bianconeri poco brillanti e sul Napoli pirotecnico lasciavano il tempo che trovavano. La forza della Juventus è sempre stata la parità di genere tra fuoriclasse e comprimari. Furino e Bettega, Bonini e Platini, Di Livio e Del Piero. Chi portava i blocchi e chi li trasformava in opere di d'arte immortali, ha sempre avuto pari dignità. Alla Juventus il celebre motto dei moschettieri è sempre stato tronco: uno per tutti, mai tutti per uno (solo).

Però, così, Ronaldo sembra più un investimento del mercato azionario che del calciomercato.

Nella Juventus con l'arrivo del cinque volte Pallone d'oro, di mister 31 milioni all'anno, non è cambiato nulla. La Juventus si comporta come d'abitudine, affidandosi agli sfondamenti di Douglas Costa, coadiuvato da Joao Cancelo entrato subito in sintonia con la furia brasiliana. A parte questo, non è previsto un trattamento di favore per Ronaldo. «Cristiano è molto intelligente, capisce che qui è diverso rispetto alla Spagna. Ha lavorato bene in fase difensiva» ha detto Allegri dopo la vittoria con la Lazio. Ronaldo bravo in fase difensiva? Certo, i 40 gol a stagione che segnava con il Real Madrid contro le squadre italiane, arroccate in difesa sono problematici, ma pensavamo a qualcosa di nuovo in grado di sostenere l'uomo d'oro. Vedremo cosa accadrà in futuro, in fondo siamo solo ad agosto e Ronaldo è arrivato tre settimane fa.

Ma è realistico credere che Allegri muterà il suo modo di vedere il calcio per lui, anche se si chiama Ronaldo? Chissà. L'allenatore livornese non ha fatto sconti per nessuno, né per Gonzalo Higuain, né per Paulo Dybala che, tanto per non cambiare, alla seconda è rimasto a guardare l'erba dalla panchina. «Serve disponibilità» ha spiegato l'allenatore. Il gioioso Dybala doveva formare un duo irresistibile con Ronaldo, ma sembra dover ripartire per un'altra stagione in salita. Un anno fa c'erano altre questioni, infortuni, malinconie private, ma ora? «Posso fare solo tre cambi» ha aggiunto ancora Allegri. Forse Ronaldo & Dybala sono l'arma segreta per l'Europa. In Champions Cristiano ha fatto sempre la differenza e a Torino lo sanno bene.