Crac Rossi, che sollievo. Pepito tornerà a giocare. Prandelli: "Io t'aspetto"

Per il bomber della Fiorentina lesione al collaterale ma non al crociato già operato. Vola negli Usa dal professore che lo rimise in campo. Fuori tre mesi

Firenze - Una notte da paura. Firenze e la Nazionale in apnea per la carriera di Giuseppe Rossi, colpito duro da Rinaudo. Ma il sole di ieri mattina ha illuminato anche i viola: punto primo, Pepito tornerà a giocare. E non è un dettaglio, visto che il ginocchio offeso era stato già operato due volte in carriera (più un'altra di rifinitura). Punto secondo: si tratta di una lesione al collaterale, mentre il crociato ricostruito in passato ha retto bene allo scontro. Significa che è integro. Tempi di recupero ancora da stabilire: se il viola non avesse tutte quelle cicatrici, parleremmo di una quarantina di giorni. Pirlo, medesimo guaio il 2 dicembre scorso, due sere fa ha giocato e bene contro la Roma... Saranno decisive le opinioni del professor Steadman, il chirurgo che ha restituito già una volta al calcio il fuoriclasse dopo che in Spagna avevano fallito la prima operazione. Forse tre mesi, forse di più, forse meno: ancora è presto per lanciarsi in previsioni pericolose. Di sicuro il Mondiale è a rischio, Prandelli trema: «In bocca al lupo - ha detto il ct azzurro -, Giuseppe, l'Italia ti aspetta. Per quello che ha passato, Pepito ha una gran forza di carattere, sa quanto lo stimiamo. E allora dico: forza Giuseppe, ti aspettiamo». Prandelli è riuscito a parlare con l'attaccante e l'ha rincuorato anche al telefono. Punto terzo: domani lo staff medico viola e Rossi voleranno in Colorado, a casa Steadman e quasi sicuramente sarà scongiurato un nuovo intervento chirurgico. Solo dopo questo consulto la Fiorentina deciderà se intervenire subito sul mercato per dare a Montella un altro attaccante oppure soprassedere in attesa di riabbracciare presto Pepito.

La storia è strana, dipende sempre da come la vuoi leggere. La Fiorentina e la sua gente si trovano a sorridere nonostante, dopo aver perso Gomez - il suo rientro non è ancora stabilito con certezza -, ora salutino anche Rossi per un lungo periodo. Ma se ripensano a domenica sera, quando nello spogliatoio lacrime e rabbia si rincorrevano in un triste valzer, il sorriso sboccia naturale. Non è uno scherzo: il terrore era che Pepito, distrutto dal nuovo stop, dovesse smettere con il pallone.
E invece il report medico della società viola ha restituito una porzione di serenità: «Gli accertamenti diagnostici hanno confermato il trauma distorsivo al ginocchio già precedentemente sottoposto a intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore destro con attuale lesione di secondo grado del legamento collaterale mediale del medesimo arto». Gli ortopedici dell'ospedale fiorentino che hanno visitato Rossi, i professori Buzzi e Giron, hanno rassicurato tutti: «La carriera del giocatore non è finita».

In serata sono giunte anche le parole del professor Castellacci, medico della Nazionale: «Voglio fare gli auguri al ragazzo. Abbiamo avuto tanta paura per lui, pensando a quello che ha sofferto e all'umanità che ha sempre dimostrato. Siamo felici che non ci sia niente di veramente grave». Andrea Pastorello, procuratore di Rossi, alla Rai ha detto: «Giuseppe adesso ha il morale alto dopo una notte tremenda in cui pensavamo si fosse rotto nuovamente il legamento. Per i tempi di recupero è troppo presto, ma siamo fiduciosi».
Ora tocca a Pepito riaffrontare un'altra salita, ma ormai è diventato un formidabile scalatore.