Prima crepa tra i cinesi e Thohir. Joao Mario si può fare comunque

Il portoghese potrebbe arrivare senza la sponda del Suning Dopo l'Inghilterra anche la Russia pensa a Mancini come ct

I russi ci mancavano. Mentre l'Inter filtrava dal gate per gli Usa, la celeberrima agenzia Tass batteva poche righe: "Il tecnico Roberto Mancini attualmente alla guida dell'Fc Internazionale è il primo candidato del dopo Slutsky per guidare la Nazionale russa in vista del mondiale casalingo in programma per il 2018". Il caso ora è veramente internazionale, sono coinvolti indonesiani, cinesi, inglesi, americani, russi. E qualche italiano, pochi, tanto che Roberto Mancini se ha bisogno di qualcosa non sa a chi rivolgersi e in quale lingua. L'entourage di Erick Thohir, del quale si sono perse le tracce, poi è apparso a Los Angeles ma viene dato ormai in ritirata, ha detto che in fondo il Mancio è da comprendere. Il suo malessere è solo uno sfogo ma dopo New York e la due giorni di vertice in programma il 27 e 28 luglio, tornerà sereno. Deve solo stare tranquillo e avere pazienza, intanto Joao Mario non c'è più, primo buco cinese a pochissimi giorni dall'insediamento. Suning aveva deciso di portare avanti la trattativa con i suoi fidi. Risultato non incoraggiante e prima crepa fra i due soci asiatici. Pare che i cinesi siano arrivati ad una offerta di 45 milioni subendo un rilancio dello Sporting che fiutato il colpo ha preteso l'intera clausola rescissoria di 60. Gli uomini di Thohir intanto bollavano come pessimo affare la corsa a Joao Mario: "Se prendiamo un giocatore a 45 milioni, finisce qui il nostro mercato. Joao Mario a quelle cifre non è un'operazione intelligente". Ora circola l'intenzione di arrivare al portoghese senza gli appoggi cinesi. Giacarta-Repubblica Popolare è un match assolutamente inedito nella nostra serie A.

E il Mancio ha aggiunto un nuovo nome nella sua lista da impiombare, Kia Joorabchian, l'agente che ha condotto la trattativa. Inoltre ha ricevuto la certezza che il sacrificato sarebbe stato Marcelo Brozovic, uno dei suoi prediletti: "Joao Mario? Bravo...ma è un doppione di Brozovic", celebre commento di tre giorni fa. L'Atletico Madrid ha una partnership con Doyen, il fondo d'investimento che gestisce il cartellino di Brozovic. E Simeone vuole Brozovic.

Ma c'è dell'altro ad elettrizzare questo mercato, tipo la Juventus, Higuain e la clausola rescissoria, un fumettone da 94,5 milioni con Paul Pogba in cartellone. L'affare impossibile sta prendendo forma, De Laurentiis avrebbe già deciso, il suo problema è dove rifugiarsi a trasferimento concluso. L'assedio della Juve è snervante, domani a Milano pare ci sia in programma un incontro con Marotta pronto a offrire Zaza e Pereyra per abbassare il cash, ma se De Laurentiis ha una sola probabilità di scamparla è ottenere il pieno pagamento della clausola. A quel punto nessuno potrebbe muovergli appunti, cifra fissata, cifra pagata. Chi andava ad immaginarlo. Impotente.

Intanto ci sta provando: rinnovo a Higuain da 8 milioni a stagione con clausola dimezzata. Ma l'argentino ormai si sente la maglia della Juventus addosso. Tutto questo significa che il Napoli deve cercarsi un centravanti, in lista Morata, Icardi e Bacca: "Ma se l'obiettivo è la Champions - ha dichiarato il colombiano -, allora resto". E significa che Pogba va da Mou anche se Marotta ha smentito per l'ennesima volta: "Nessun contatto con lo United". Ma il Sun insiste che è ormai tutto fatto.

Poi c'è il resto. Dopo Juan Jesus alla Roma, l'Inter cede Santon (6 mln) al Napoli. Per qualcuno insiste nel rafforzare la concorrenza portando a casa spiccioli. Per altri sta lavorando per indebolirla. Antonio Cassano è nei 29 convocati della Sampdoria, Adem Ljajic pare abbia accettato il Torino, dopo Iago Falque un altro arrivo dalla Roma per Mihajlovic, Alvaro Arbeloa sarà del Milan, contratto annuale. Notizia da verificare, la firma non c'è come tutto il resto stia navigando in acque rossonere in questo periodo.

Anche qui non ci si fa mai mancare niente.